Green Job in Fashion: Meglio un capo in meno che uno in più contraffatto

3' di lettura 24/01/2020 - Fermo: Si è tenuta stamane, 24 gennaio, presso il Teatro dell’Aquila la 4ª edizione di Green Job in Fashion, un evento orientato alla sostenibilità nel sistema moda e alla lotta alla contraffazione organizzato dalla CNA Federmoda nazionale e regionale in collaborazione con CNA territoriale di Fermo, l’Ipsia Ricci e l’Its di Fermo.

Numerosi gli interventi a partire dal Prefetto della città, la dott.ssa Vincenza Filippi che, focalizzando l’attenzione sul valore dell’etica, ha spiegato come, sulla base delle direttive dei vari ministri dell’Interno succedutisi, si sia sempre prestata attenzione al tema della contraffazione e dell’abusivismo commerciale, tanto che negli ultimi due anni, 2018 e 2019, sono stati parecchi i comitati provinciali dell’ordine della sicurezza pubblica convocati per esaminare la situazione nell’ambito della provincia e porre in essere azioni tanto preventive quanto repressive. “Contraffare significa aumentare il degrado di un territorio”, osserva, “sicché nel 2018 e nel 2019 abbiamo stipulato due protocolli d’intesa, uno con il comune di Porto Sant’Elpidio al quale sono stati destinati € 50.000 per intensificare i servizi di controllo delle forze di polizia locali e un altro con il comune di Porto San Giorgio destinatario di € 42.000 volti al rafforzamento delle pattuglie per aumentare la percezione della sicurezza”.

Dalla questura è stato il dott. Vincenzo Longo a fornire i dati dell’azione di contrasto svolta. “Non si riuscirà mai a sconfiggere la contraffazione soltanto con le forze dell’ordine. Si deve cambiare approccio. L’aspetto poliedrico del fenomeno concorre a destabilizzare non solo l’economia ma anche l’aspetto sociale, familiare e sanitario. Basti pensare alle condizioni di lavoro e di vita dei soggetti nei laboratori dove svolgiamo le perquisizioni, reclusi e schiavizzati”. Rispetto al 2013 oggi la percezione di sicurezza è comunque maggiore. Dagli 8.500 casi in Italia nel 2015 siamo passati ai 6.000 nel 2018, nel 2019 sono stati solo 5.000 con 4.000 persone denunciate. Nelle Marche nel 2018 ci sono stati 197 casi con 163 persone denunciate mentre nel 2019 i casi sono stati 54 con 51 persone denunciate. Nella provincia di Fermo nello specifico 21 gli episodi nel 2018 con 8 persone denunciate mentre nel 2019 soltanto tre gli episodi con una persona denunciata.

Come ha provato a lavorare in questi 4 anni e mezzo l’assessore regionale Loretta Bravi quanto a formazione? Con dei criteri, primo fra tutti la formazione mirata dove “mirata” sta per “l'avere progetti mirati”. Mani e mente- ricorda poi l’assessore agli studenti presenti- sono interconnessi. Se le botteghe di mestiere al momento non vanno bene è perché non si riesce ad accostare il giovane all’artigiano e pertanto, spiega, c’è un lavoro di consapevolezza da fare per far capire ai ragazzi che i grandi nomi della moda per arrivare dove sono ora sono partiti da un paio di forbici in mano. Che dire dell’istituzione di un liceo artigianale? Sarà pensato come un percorso di 4 anni curvato sull’artigianato, con un biennio in inglese e l’altro in azienda. Toglierà spazio agli altri istituti professionali? Assolutamente no.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2020 alle 17:21 sul giornale del 25 gennaio 2020 - 512 letture

In questo articolo si parla di attualità, Lotta alla contraffazione, FederModa CNA, articolo, Benedetta Luciani

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bftg





logoEV
logoEV