Amandola: La fotografia che non c’è. Giorgio Tassi e il Sale della Terra al CineTeatro.

2' di lettura 23/01/2020 - Sarà il 5° appuntamento di “Amando…la stagione teatrale”. Domani 24 Gennaio dalle ore 19.30, oltre al reading e alla proiezione anche una cena con prodotti tipici.

La fotografia e l’arte tornano protagoniste al CineTeatro Europa di Amandola e lo faranno in uno spettacolo che guiderà il pubblico attraverso un viaggio magico nel mondo fotografico. A guidare questo fantastico carosello di immagini ci sarà il fotografo amandolese Giorgio Tassi, grande esperto di fotografia e appassionato di ogni tipo d’arte.

Questo è il secondo spettacolo per Tassi, infatti lo scorso 22 Novembre è stato lui ad aprire la rassegna “Amando…la stagione teatrale” con una dissertazione dedicata all’arte. La fortunata stagione è giunta alla sua seconda edizione e sta riscuotendo grande successo, grazie all’orgnanizzazione dell’Amministrazione Comunale, delle Associazioni culturali Dinos, La Fenice, Open e alla direzione artistica di Maja Matic. Insieme al suo spettacolo torna il fortunato format “reading + cena + film”, infatti dopo il monologo iniziale di Giorgio Tassi, per tutti i presenti ci sarà una cena a base di prodotti tipici della zona e a seguire la proiezione del suggestivo film “Il sale della terra”.

Il fotografo amandolese racconterà oltre 200 anni di storia fotografica, ripercorrendo le orme dei maestri di un tempo e mostrando come questo tipo di arte sia cambiato, cresciuto e sia parte integrante della vita di tutti.

“Da quando Theodore Niepce realizzò la prima immagine fotografica, che ritraeva il tetto e le gabbie dei piccioni della sua casa a Chalon sur Saone, di acqua ne è passata sotto i ponti – ci spiega Giorgio Tassi - lo spettacolo sarà un viaggio per immagini che porterà a scoprire i protagonisti e le protagoniste del mondo fotografico, i loro volti le loro vite, le loro foto, che hanno segnato la storia. Da un'unica semplice foto siamo giunti ad oltre due trilioni di immagini scattate in un anno solare. Il modo ed il funzionamento fotografico sono cambiati e continuano a cambiare ad una velocità alla quale facciamo fatica a stare dietro. Ecco perché, secondo me, la fotografia non esiste, o meglio non esiste “più” e soprattutto perché ormai al centro dei dibattiti si parla sempre con maggior insistenza di “post - fotografia”. Viene da chiedermi, “perche milioni di selfie?”, sentiamo forse il bisogno di sentirci vivi?. A mio avviso la fotografia è attesa e libertà, ovvero la libertà di attendere di non scattare una foto”.

Un viaggio tra varie epoche che aiuterà a comprendere più a fondo la fotografia di oggi. Domani, al CineTeatro Europa, alle ore 19.30 "La Fotografia non esiste", uno spettacolo che merita di essere visto.








Questo è un articolo pubblicato il 23-01-2020 alle 08:39 sul giornale del 24 gennaio 2020 - 888 letture

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