Fermo: Professione ostetrica, una vita a contatto con la vita che nasce

3' di lettura 21/01/2020 - “Mi fa piacere ricordare che il 2020 è stato designato a livello internazionale come l’anno dell’infermiere e dell’ostetrica. Gli infermieri sono gli operatori sanitari più numerosi e più vicini agli ammalati e le ostetriche compiono forse la più nobile delle professioni”, così Papa Francesco domenica scorsa durante la preghiera dell’Angelus.

In particolare, del prezioso quanto faticoso mestiere dell’ostetrica, del ruolo fondamentale che essa riveste per la donna nel percorso che va dalla gravidanza al parto fino all’allattamento si è parlato con la dott.ssa Antonella Marchi, presidente dell’Associazione Italiana di Ostetricia (AIO), Società Scientifica di Ostetriche e Ginecologi Italiani affiliati Sigo e Aogoi.

Due giornate di full immersion, ieri e oggi, martedì 21 gennaio, con Antonella Marchi per accrescere le conoscenze e le competenze delle ostetriche del territorio circa il travaglio, il parto, le posizioni alternative e quant’altro. A seguire, nel pomeriggio di ieri, un incontro organizzato dal dott. Alberto Maria Scartozzi, direttore UOC Ostetricia e Ginecologia di Fermo, volto al dialogo, al confronto e alla crescita professionale.

“Oltre al valore professionale siete le uniche in ambito sanitario a riuscire a creare un rapporto particolare, di intimità e di confidenza con la donna”, l’intervento del direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini.

La partoriente, è vero, si lega molto all’ostetrica che è lì pronta a confortare e massaggiare. Non è un caso se, a distanza di anni, molte delle mamme ancora se la ricordano.

“Abbiamo lavorato sugli aspetti tecnici ma anche su un altro aspetto, il più importante, che è quello umano. Quello che posso dire è di aver trovato qui a Fermo una realtà tra le più felici delle Marche in termini di mentalità e di assistenza delle ostetriche”, le parole della dott.ssa Marchi.

Si è discusso di empowerment, ossia di come accompagnare la donna verso scelte appropriate, ma anche di ossitocina, l’ormone dell’amore, fondamentale per accogliere un neonato e superare le insicurezze.

Presenti al corso anche i ginecologi. Il che stupisce. Fatto impensabile fino a qualche anno fa quando medico e ostetrica, ognuno con il proprio approccio, andava per la sua strada. Due rette parallele che oggi finalmente si incontrano per il bene dell’assistito, senza sconfinare l’uno sulle competenze dell’altro.

“Sono convinta che vi possa essere un buon interscambio”, così la presidente di AIO, “e per tale ragione abbiamo costituito una società scientifica mista, la sola in Europa, composta da ostetriche e ginecologi”.

Ciò ha comportato un balzo di qualità per le ostetriche in Italia: l’Associazione Italiana di Ostetricia è stata infatti riconosciuta dal Ministero della Salute tra le società che possono partecipare ai tavoli tecnici e redigere le Linee Guida. “Ci auspichiamo”, continua, “l’ingresso in società dei pediatri”.

Bene la rete ospedale-territorio. Molto è stato compiuto in questa direzione in questa area. “La maggior parte delle ostetriche che lavorano negli ambulatori di Ginecologia e Ostetricia all’interno dell’ospedale si diramano su tutto il territorio”, spiega la coordinatrice delle ostetriche dell’Area Vasta 4 Lucia Ercoli “ e la totalità delle donne che hanno appena partorito al Murri continuano ad essere seguite dall’ostetrica più vicina anche una volta fuori dal reparto”.

Si può dire: lavoro in ospedale e lavoro sul territorio vanno di pari passo.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 21-01-2020 alle 12:19 sul giornale del 22 gennaio 2020 - 3709 letture

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