Civitanova: A Civitanova l'aria è pulita. Ma il problema è la centralina di rilevamento

2' di lettura 21/01/2020 - Civitanova una delle città meno inquinate delle Marche, verrebbe da dire. I dati rilevati dall’Arpam nei primi 16 giorni del 2020 fotografano la città come una di quelle con il più basso tasso di polveri sottili.

Tra le 16 stazioni di rilevamento regionali (Ancona, Ascoli Piceno, Chiaravalle, Civitanova Marche, Fabriano, Falconara, Falconara Alta, Falconara Scuola, Fano, Genga, Jesi, Macerata, Montemarciano, Pesaro, Ripatransone, San Benedetto del Tronto e Urbino), quella civitanovese ha rilevato dati tra i più bassi in assoluto, praticamente senza mai superare i 20 nanogrammi al metro cubo di concentrazione contro i 50 del limite giornaliero consentito dalla legge. Solo le collinari Fabriano e Ripatransone godono di migliore salute. C’è però un “ma” e anche bello grosso, dato dal posizionamento della centralina di rilevamento, che a Civitanova è posizionata all’ippodromo Mori, ben lontano dalle grandi concentrazioni di traffico della Statale Adriatica o del centro cittadino. E allora va bene gioire, ma forse sarebbe più indicativo posizionare una stazione di rilevamento nel cuore del centro abitato.

A livello regionale, la situazione non è proprio rosea: sono stati registrati 12 superamenti del limite giornaliero (da non superare più di 35 volte per anno civile) a Pesaro, 10 a Fano, 6 a Jesi, 5 a Falconara Alta, 4 ad Ancona Cittadella, come Chiaravalle e San Benedetto. Le attuali condizioni meteo di stabilità, caratterizzate da alta pressione, assenza di precipitazioni e scarsa ventilazione, favoriscono il ristagno di sostanze inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera, che si accumulano, giorno dopo giorno, al permanere di tali condizioni. “Così come in tutto il Paese, seppur fortunatamente in misura sensibilmente minore rispetto ad altre realtà del centro-nord italiano, anche nelle Marche permane, nelle ultime settimane, il problema delle polveri sottili, che si manifesta con un visibile aumento dei valori di concentrazione misurati, dovuto, come solito, nel periodo invernale, a condizioni meteo-climatiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti”, afferma il Direttore Generale di Arpa Marche Giancarlo Marchetti.


di Marco Pagliariccio 
redazione@viverecivitanova.it





Questo è un articolo pubblicato il 21-01-2020 alle 12:06 sul giornale del 22 gennaio 2020 - 506 letture

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