Fermo: Una location esclusiva per un Presepe Vivente unico nel suo genere

3' di lettura 13/12/2019 - Presepe Vivente nelle Cisterne Romane. 28 e 29 dicembre, un viaggio dall’Olimpo al Cristianesimo in abiti quattrocenteschi.

Un sogno coltivato per cinque anni. Il sogno, quello dei due assessori Torresi e Trasatti, di allestire un Presepe Vivente tra i cunicoli delle Cisterne Romane. Un sogno che, proprio sul finire di un’esperienza amministrativa, si realizza grazie ai ragazzi delle contrade, ai ragazzi della Cavalcava dell’Assunta, al Sistema Museo, a Don Michele, ai cori di San Domenico, Sant’Alessandro e Fra Marcellino e ad Adolfo Leoni. Emozione mista a soddisfazione quella provata da Mauro Torresi che, avendo avuto sempre al suo fianco gente capace e collaborativa non può che definirsi un amministratore fortunato. “Ci sentiamo”, scherza Trasatti, “come dei bambini davanti a un giocattolo, entusiasti di costruire per la città, un entusiasmo che fortunatamente è stato accolto da una miriade di associazioni strettesi intorno al nostro Natale”. Il Presepe Vivente all’interno delle Cisterne Romane rappresenta un unicum: chiaramente, o meglio storicamente, non tutte le città possono vantarne uno. “Sarà un appuntamento straordinario dal punto di vista turistico e cittadino per quanto attiene alla tradizione, alla storia e al fascino di una simile ambientazione che non necessita di orpello alcuno”, conclude.

Un’offerta museale ancor più ricca, una sfida accolta con entusiasmo anche da parte del Sistema Museo. “Accettiamo nuove proposte nel rispetto dell’ordinario e di quei turisti che si sono organizzati di già per visitare le cisterne nella loro integrità, senza figuranti”, così Laura Medei della cooperativa Sistema Museo. Per i turisti ordinari gli orari di visita saranno alle 12.00 e alle 15.30, mentre il presepe vivente si svolgerà secondo orari e modalità specifiche: gruppi di 40 persone potranno accedervi ogni 20 minuti con turni che vanno, al mattino, dalle 10.00 alle 11.40 e, nel pomeriggio, dalle 16.00 alle 18.40. Prenotazioni presso la biglietteria dei musei. Costo ad ingresso €4.

Una sfida anche per il curatore Adolfo Leoni: quaranta giorni soltanto per mettere in moto la macchina organizzativa. “Voglio che sia una emozione e soprattutto una commozione”, auspica.

12 sale su 30 allestite più i due corridoi. Sarà un’umana avventura, una sorta di viaggio, ci dice. Si partirà dal corridoio di destra con, proiettata dinanzi, la testa di Giove, a ricordare il desiderio di tutti gli uomini fin dall’antichità, connettersi cioè con qualcosa di ultraterreno, per arrivare, attraversando le diverse sale, alla conclusione, alla risposta. “Il visitatore compirà un viaggio al quale si aggregheranno anche i figuranti. Dalla sala del censimento alla sala dei mugnai, dal sala dei canestrai a quella degli arcieri, saranno allestite scene di vita tanto domestica quanto pubblica, per giungere infine alla grotta in tutta la sua povertà”, spiega. In ogni sala un lettore leggerà una storia. “Quella Notte”, storia scritta da Adolfo Leoni farà da filo conduttore. Porte aperte alle collaborazioni: sono così arrivati i Morlacchi, gli arcieri del Girfalco e le cappellaie di Montappone.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 13-12-2019 alle 15:21 sul giornale del 14 dicembre 2019 - 398 letture

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