Disturbi Specifici dell’Apprendimento: marginalità è opportunità e non emarginazione

3' di lettura 12/12/2019 - Osservatoriodsa.provincia.fm.it: Attivo dal 12 dicembre il sito dell’Osservatorio Permanente sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento.

Fermo: Un tassello importante si aggiunge all’attività svolta in questi anni dalla Provincia di Fermo. “Abbiamo lavorato con gli altri partner alla creazione di un Osservatorio Permanente sui DSA credendo nell’importanza dell’individuazione precoce di quei piccoli disturbi dell’apprendimento che, se non presi per tempo, con la crescita si trasformano in difficoltà più gravi”, così Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo. Tante sono state le attività condotte dall’Osservatorio, in ultimo la diffusione e l’illustrazione delle Linee guida in tante scuole del territorio coinvolgendo oltre 500 ragazzi. Ecco, allora, che la creazione del sito, come spiegato da Laura Lupi, consentirà una diffusione maggiore delle attività, dei principi e degli obiettivi che l’Osservatorio si pone e darà la possibilità a famiglie e insegnanti di acquisire quelle informazioni necessarie per scovare il disturbo e contattare direttamente operatori e specialisti.

Partner del progetto: Asur Marche-Area Vasta 4, Ufficio Scolastico, Ambiti Territoriali e Sociali della provincia di Fermo, Centri Territoriali per l’Integrazione e AID- sezione di Fermo.

Il dott. Acciarri, responsabile Unità Operativa Età Evolutiva, tiene a precisare come il disturbo dell’apprendimento non sia una disabilità ma una difficoltà di ragazzini che sono a livello cognitivo e relazionale assolutamente nella norma. “L’Area Vasta 4”, aggiunge, “sta mettendo in campo un gran numero di operatori che conoscono e lavorano sulla problematica attraverso un lavoro capillare con la scuola e le famiglie offrendo strategie affinché i bimbi non vivano questo disturbo come disabilità emotiva e cognitiva”. Fare in modo che la marginalità non diventi emarginazione, rimuovere dall’immaginario collettivo l’idea che il bambino affetto da disturbo sia un peso per la classe, in questo senso l’intervento anche di Simona Flammini dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.

Giornata oggi anche di formazione per gli I.S.C. per quanto riguarda lo screening nelle prime classi della primaria nell’a.s. 2019-2020.

Screening, spiega la dott.ssa Tosoni, che consta di tre fasi. Un primo test specifico a gennaio e un secondo a maggio. I bimbi risultati a rischio al primo test verranno sottoposti tra febbraio e marzo a un training fonologico mirato per stimolare le aree deficitarie. “Lo screening pensato in questo modo”, osserva, “non è uno strumento sanitario per fare diagnosi ma è un strumento per la scuola e per gli insegnanti per intervenire precocemente sui casi specifici”. Avviata, lo scorso anno scolastico, una collaborazione con 12 istituti scolastici per un totale di 66 classi che sono state sottoposte a screening. Su un totale di 1089 ragazzini ( 171 stranieri e 918 italiani) quelli risultati a rischio in prima somministrazione sono stati 204. Si sono ridotti a 71 nella seconda somministrazione. Miglioramento, quindi, tra la prima e la seconda somministrazione del 62% mentre il 34% dei ragazzini rimangono a rischio.

Restano da prendere in considerazione però, osserva la dott.ssa. Di Mascio, dirigente scolastico dell’Interprovinciale dei Sibillini, le difficoltà di quegli istituti lontani dalla possibilità di fruire della formazione. Un problema, questo della distanza, già ovviato dall’ Associazione Italiana Dislessia. L’Aid infatti, spiega Lucia Iacopini, offre con il corso “Dislessia Amica” l’opportunità di una formazione gratuita per gli insegnanti da parte di professionisti e lo fa interamente in piattaforma con contenuti anche pratici, tabelle e schede di osservazione. Iscrizioni entro il 31 dicembre.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2019 alle 16:22 sul giornale del 14 dicembre 2019 - 316 letture

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