Lapedona: L’altra metà del cielo. L’arte contro la violenza di genere

9' di lettura 12/12/2019 - Sabato 14 l’inaugurazione della mostra collettiva presso la chiesa dei SS. Nicolò e Martino

La mostra, patrocinata dalla Commissione per le Pari opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, dal Comune di Lapedona e da Italia Nostra Sezione di Fermo, è realizzata in collaborazione con la Pro Loco di Lapedona e vede la partecipazione di artisti di spicco quali Francesca Torchia, Andrea Bufalini, Giuseppe Calabrò, Andrea Gallucci, Marco Marilungo, Alessandro Miola, Massimiliano Petrini, Roberto Rossi e Gianni Tappatà.
Ideata dal Gruppo MultiArte - Espressione del gesto artistico, l’esposizione sarà visitabile fino al 28 dicembre, ogni giorno dalle ore 17.00 alle 20.00, a ingresso libero.
Parteciperanno all’ evento artisti di fama nazionale che affronteranno il tema da più punti di vista e attraverso diversi mezzi espressivi, pittura, scultura, fotografia e arti grafiche, per tradurre nelle loro opere le sofferenze fisiche e psicologiche subite dalle donne, cercando di trasmettere al pubblico il forte disagio dell’essere vittima.

Queste le parole del Vice Sindaco di Lapedona Stefania Mattetti:
Il 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, una giornata indetta dall'Onu per sensibilizzare su un fenomeno preoccupante tutt'altro che sradicato anche nelle società più moderne ed emancipate.
Come vice Sindaco ed assessore alle politiche di parità di genere del Comune di Lapedona , con questa mostra ho voluto portare all’attenzione della comunità un argomento così importante e oggi così allarmante: la violenza di genere verso la donna; donna moglie, compagna, madre, bambina.
Nel nostro Paese il fenomeno della violenza sulle donne è ancora tragicamente allarmante e la sua denuncia ancora troppo reticente.
Si devono, quindi, favorire le condizioni migliori per superare questo ulteriore ostacolo.
Ogni giorno in Italia 88 donne sono vittime di atti di violenza, fisica e psicologica e spesso mortale. Sono questi i dati agghiaccianti forniti dalla Polizia di Stato. E’ dovere quindi di ogni amministratore mettere in atto una politica di sensibilizzazione e di informazione, affinché non ci siano più donne assassinate per “ amore”.

Secondo Luca Pieragostini, Assessore alla Cultura di Lapedona:
La violenza contro la donna è un tema che spesso viene invocato ma mai affrontato.
L’ amministrazione con la collettiva che parte il 14 dicembre lo fa attraverso il linguaggio artistico.
L’arte, appunto, gioca un ruolo fondamentale nell’azione culturale a contrasto e prevenzione della violenza di genere. Le poliedriche opere contemporanee degli artisti di MultiArte sono il manifesto divulgativo che porta lo spettatore a riflettere sulle varie sfaccettature e volti di questo grave problema.”

Massimiliano Petrini, scultore e direttore artistico della mostra per il Gruppo MultiArte insieme ad Alessandra Ferracuti, a proposito del progetto espositivo:
“In questa occasione una collettiva di artisti contemporanei si inseriscono in un contesto di notevole pregio, la chiesa barocca dei SS. Nicolò e Martino. Un edificio storico è generalmente destinato ad altri usi ripensato per presentare un tema tanto attuale quanto difficile da esprimere senza scadere nella banalità.
Organizzare una collettiva in un contesto come questo non è stato facile ma è stato un onore poiché la bellezza che caratterizza il luogo rende palpabile l’estro e l’amore per l’arte di coloro che hanno concretamente contribuito a realizzarlo.
Ho riflettuto a lungo sull’opportunità offerta giungendo a una conclusione: la convivenza dei contrasti (classico e contemporaneo), apparentemente distonica rispetto alle aspettative abituali del pubblico, era o poteva essere un plusvalore. Non proponevo alcuna banalità rispetto al tema anzi suggerivo dei punti vista per riflettere ulteriormente. Ho pensato che tutto quello che veniva esposto poteva, nell’istante della fruizione, offrire una prospettiva diversa della tematica. Inoltre consentiva a chi osservava di condividere le diverse forme di cultura offerte dalla: scultura, dalla pittura, da tutti i media proposti.
In questa occasione non sono richiesti giudizi ma se vengono espressi sono accettati in quanto visti, in ogni caso nell’accezione positiva; sicuri del fatto che il confronto espresso a desio del giudizio, non deve far paura all’artista. Diversamente il giudizio deve essere stimolo per crescere.
Le opere esposte rispetto a quelle storicamente presenti nella chiesa, sono state collocate nel tentativo di ricercare il difficile equilibrio tra opposti, tra contemporaneo e classico ma anche tra i vuoti ed i pieni presenti nella struttura (vd. altezza del soffitto).
Secondo me l’arte è da considerare come quel vasto universo da esplorare, dove ci si può muovere in ogni direzione per scoprire mondi nuovi, dove se vuoi, puoi non raggiungere una “destinazione” finale ma sicuramente una “soddisfazione” finale.
Il visitatore sarà coinvolto in una percezione anodina (blanda e calmante) dove il contemporaneo si trasforma in uno strumento di filtro della realtà attuale ed il luogo in un dispositivo di amplificazione percettiva della dialettica tra ciò che da sempre è permanente e l’istantaneità del gesto; tra l’eternità del monumento e la contemporaneità dell’opera posta temporaneamente al centro di essa.
L’obiettivo non è quello di realizzare l’esposizione di singole opere bensì di realizzare una narrazione unica che tratti la “violenza di genere” in modo organico anche rispetto al luogo che ci accoglie”.

PRESENTAZIONE DEGLI ARTISTI:

Massimiliano Petrini: crea delle opere che sono sempre il frutto di un dialogo intimo e strutturale tra materiali differenti assemblati in un nuova condizione tanto temporanea quanto perenne.
La pratica lo ha portato a confrontarsi con il serbatoio della memoria collettiva dell’arte concettuale e dell’arte povera, ma anche con l’architettura modernista del secolo passato e a creare opere che sono degli “attivatori” di senso. Il lavoro multidisciplinare parte dalle e mozioni dei materiali e dalla creazione di un vocabolario visivo che è volto a riflettere sul tema di traccia e di ripetizione. Tutte le varianti di una forma, nel suo lavoro, nascono dalle condizioni e dalle caratteristiche dei materiali e dei mezzi utilizzati. La sua opera è un’aporia materiale e visiva, un paradosso logico e indissolubile in cui coesistono fragilità e resistenza, calma e tensione, geometria e caos, equilibrio e instabilità.”

Francesca Torchia: scultrice e pittrice originaria del milanese, ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Marchigiana di adozione, vive e lavora a Senigallia.

Andrea Bufalini: operaio di mestiere e artista per passione realizza acrilici e dipinrti ad olio, sa dove inizia ma non sa mai come potrebbe concludersi una sua opera.

Giuseppe Calabrò: fotografo per passione immortala paesaggi e ama sperimentare tecniche ed effetti ottici particolari.

Andrea Gallucci: titolare dell’omonimo calzaturificio monturanese e amante dell’arte, si dilettava a realizzare quadri astratti esposti in diverse mostre sul territorio nazionale. Un ringraziamento alla moglie per la concessione delle opere esposte a Lapedona che mantengono vivo il suo ricordo.

Alessandro Miola: giornalista fotoreporter, è nato a Fermo nel 1974. È del 1994 la sua prima mostra CODE Presentata da Mario Giacomelli.

Marco Marilungo: vignettista e graphic designer, realizza animazioni e dipinti per grandi marchi e vignette per riviste e pubblicazioni di rilievo nazionale e internazionale.

Roberto Rossi: operaio e pittore astrattista, grazie all’utilizzo di materiali inediti (stracci, catene, polistirolo ecc.) che assembla insieme, da vita a opere che è solito numerare e datare, senza dare loro mai un vero e proprio titolo.

Gianni Tappatà: nasce come falegname, oggi è docente e realizza pittosculture e installazioni con materiali diversi per rileggere le tematiche sociali con un approccio inusuale.






Comune di Lapedona


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2019 alle 11:53 sul giornale del 13 dicembre 2019 - 170 letture

In questo articolo si parla di cultura, Comune di Lapedona

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