Davide e la Camera dei Segreti

5' di lettura 10/12/2019 - "Mai solleticare un drago addormentato" è il motto della scuola di Hogwarts.

Davide Mantovani ha 29 anni, è originario di Carpi (Modena) ma da dieci anni vive a Bologna. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti, corso di Pittura, per poi proseguire con gli studi di Grafica. Ora lavora come fotoritoccatore presso un'azienda grafica di Bologna e da qualche mese ha terminato il percorso per diventare interprete LIS.

1) Tre aggettivi con cui ti descriveresti.
Direi fantasioso, pignolo e goloso (l'ultimo lo sottolineerei un paio di volte).

2) Quali sono le tue più grandi passioni?
Di passioni ne ho davvero troppe però provo un amore folle per i cani e per i libri illustrati "per bambini". Queste due passioni stanno sicuramente sul podio.

3) Come ti sei avvicinato alla LIS e al mondo dei sordi?
Tutto è partito da una cena improvvisata. Anni fa convivevo con due ragazze e una di loro aveva entrambi i genitori sordi. Una sera sua mamma è venuta a mangiare a casa nostra. Inutile dire che durante la cena segnavano tra di loro. Prima di quella sera sapevo già cosa fosse la LIS ma vedendo loro segnare così da vicino mi sono promesso che avrei iniziato a studiarla per bene, e così ho fatto.

4) Com’è nata l’idea di unire la grafica alla LIS?
Diciamo che è nata un po' da sé. Mi occupo di grafica e illustrazione fin dalle superiori e mi sono sempre divertito a sperimentare e rielaborare ciò a cui sono più legato. Fin da quando ho iniziato a studiare la LIS mi sono chiesto come fare per divulgare questa lingua in maniera efficace e utile, magari trovando qualcosa di accattivante e allo stesso tempo divertente che potesse in un qualche modo incuriosire le persone che non la conoscono. Alla fine ho iniziato a fare questi piccoli dizionari e sinceramente anche io mi diverto molto.

5) A quali progetti hai lavorato finora?
Per ora mi sono orientato a creare dei piccoli dizionari di segni. Ho iniziato nel periodo del Pride 2019 pubblicando alcuni dei segni più importanti legati al mondo LGBTQI+ (“gay”, “lesbica”, “bisessuale”, “transessuale”, ecc.), dopo ho cambiato registro e ho iniziato un piccolo dizionario sugli animali. A settembre ho incominciato a fare alcune ricerche online inerenti anche alla ASL (American Sign Language). Ho provato a raccogliere alcuni tra i segni più importanti appartenenti al mondo di Harry Potter, a cui io sono particolarmente affezionato, e ho iniziato a disegnare. Ho avuto dei feedback positivi e ora continuo su questa strada.

6) Quale percorso hai seguito per diventare interprete LIS?
Ho frequentato Lis Learning a Bologna. Ho iniziato con i tre livelli per poi proseguire con il corso interprete. Ho finito il percorso a fine Luglio di quest’anno. Ci sono molte realtà in Italia che offrono corsi di Lingua dei Segni. Oltre a LIS Learning c’è anche l'ENS (Ente Nazionale Sordi).

7) Reputi importante frequentare l’ENS?
Credo sia importante soprattutto per iniziare ad avvicinarsi al mondo dei sordi. Molto spesso le persone udenti non si rendono conto dello stile di vita, delle difficoltà e anche delle peculiarità legate alla sordità. Magari anche per sfatare stereotipi o per rispondere alle domande inerenti alla loro vita: come fanno a sentire il citofono di casa? È vero che hanno gli altri sensi più sviluppati? È corretto il termine "sordomuto"?

8) Riesci a guadagnarti da vivere facendo l’interprete?
Sono interprete da pochi mesi e per ora mi dedico ad altre tipologie di progetti rivolti soprattutto alla divulgazione della LIS, come ad esempio i dizionari grafici.

9) Trovi che ci siano degli aspetti in comune tra la comunità sorda e quella LGBTQI+?
Sono convinto del fatto che sia la comunità LGBTQI+ che quella sorda abbiano bisogno di tanta visibilità in più rispetto a quella che hanno. Entrambe le comunità sono piene di tematiche importantissime che vanno comprese, valorizzate e condivise. Chi come me ha a cuore ciò che dicono, non può far altro che sostenerle. Col mio primo dizionario ho provato a dare supporto a entrambe.

10) Pensi che Bologna sia un esempio di città inclusiva?
Penso che sia molto inclusiva. A Bologna, come in tante altre città italiane, ci sono numerose realtà che supportano e valorizzano la diversità e ne fanno un punto di forza. Se consideriamo il mondo sordo qui c'è il bar “Senza Nome”. Un locale gestito da persone sorde dove si può ordinare in vari modi: segnando, per chi conosce la LIS, oppure prendendo uno dei cartellini posti all'entrata del locale e dove sono raffigurate le varie bevande offerte attraverso illustrazioni che rappresentano il segno corrispondente. È un locale che mira all'integrazione tra mondo sordo e mondo udente in un ambiente accogliente e tranquillo, dove ognuno comunica come preferisce.

11) Obiettivi futuri?
Intendo sicuramente continuare a lavorare con la LIS e con questa ampliare e arricchire i miei progetti. Sarebbe interessante ideare un dizionario più ricco e strutturato in modo tale che possa essere associato al mondo editoriale.

12) Qual è il tuo motto?
"Se non cadi in piedi ricorda che puoi sempre rimbalzare e finire in una vasca piena di cuccioli di San Bernardo". Non sono un grande creatore di motti ma questo penso racchiuda il senso di dare la priorità a ciò che più ci piace.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2019 alle 15:14 sul giornale del 11 dicembre 2019 - 209 letture

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