È nata una stella: intervista a David Cowan

6' di lettura 08/12/2019 - “Il mio obiettivo è la creazione di uno spazio privo di barriere linguistiche.” D. C.

David Cowan è un interprete sordo gay che vive sulle rive di un lago ad Atlanta, Georgia (USA). Tra le sue innumerevoli passioni spiccano: canottaggio, nuoto, moto e sci d’acqua. David adora altresì guidare la sua vecchia decappottabile e trascorrere del tempo con gli amici e le loro famiglie. Il video della sua interpretazione di Get me bodied di Beyoncé lo ha reso una vera e propria star del web.

1. Cosa significa per te essere sordo?
Significa molto per me. In quanto sordo non ho avuto l'opportunità di conoscere la storia, la Lingua dei Segni e la cultura sorda fin quando non ho iniziato a frequentare la Gallaudet University. Devo dire grazie a tutte quelle persone che durante l’università mi hanno insegnato il valore di essere sordo. È ciò che sono. Gli udenti mi vorrebbero diverso da come sono e questo è sbagliato. Le persone sorde sanno e comprendono cosa significhi essere sordi. Sono fiero di essere un uomo, un padre, un figlio, un gay, un amico e un membro sordo.

2. Quando sei stato esposto alla Lingua dei Segni Americana?
La prima volta che ho imparato la Lingua dei Segni Americana (ASL) è stato alla Gallaudet University nel 1983.

3. Nel tuo Stato hanno riconosciuto la Lingua dei Segni?
Sì. Nel 1960 la Lingua dei Segni è stata considerata una vera e propria lingua in tutti gli Stati Uniti. Il Dott. William Stokoe, un famoso ricercatore udente di linguistica, con l'aiuto di due colleghi della Gallaudet, ottenne dei fondi per fare una ricerca e dimostrare così che la ASL è una lingua. È ufficialmente riconosciuta come tale dal 1965. Ormai tutti gli atenei offrono corsi di ASL come lingua straniera.

4. Come sei diventato interprete di ASL?
Nel 1984 frequentai una sorta di tirocinio: Reverse Sign Communication (RSC) che permetteva agli studenti sordi di diventare interpreti. Successivamente venne creata una nuova certificazione: Certified Deaf Interpreter (CDI). Ciò ha implicato ore di formazione aggiuntive al fine di diventare un Interprete Sordo Certificato. Purtroppo in questo momento non è possibile sostenere le prove per l’ottenimento della certificazione, poiché il Registro degli Interpreti per i Sordi è in fase di aggiornamento. Mi auguro siano presto disponibili. Per ora sono riconosciuto soltanto come Interprete sordo.

5. Come definiresti la tua esperienza alla Gallaudet University?
Mi reputo davvero fortunato di aver potuto studiare alla Gallaudet. La Gallaudet rappresenta il sogno di molti. Sono onorato di essere stato testimone del passaggio della Gallaudet da College a Università e della protesta studentesca "Deaf President Now". La Gallaudet mi ha insegnato a diventare più forte in quanto persona sorda. Ho a cuore l’accessibilità e sono contro ogni barriera linguistica e culturale

6. Lavori prevalentemente come libero professionista o come dipendente?
Sono sia libero professionista che dipendente presso aziende e associazioni. Sono stato direttore esecutivo del Registro degli Interpreti per Sordi e Coordinatore del servizio interpretariato della Georgia. Ho selezionato e formato interpreti udenti al fine di farli diventare dei professionisti. Attualmente lavoro come freelance per garantire l'accessibilità linguistica nei tribunali, nei commissariati di polizia, in ambito sanitario e in eventi di vario genere.

7. Quale preferisci tra i due?
Mi piace la vita del libero professionista. Mi permette di lavorare ovunque, avere orari flessibili e frequentare la comunità sorda.

8. Quali sono i servizi di interpretariato che gli Stati Uniti garantiscono ai Sordi in ambito pubblico (ospedali, comuni, scuola, università, TV)?
Il testo di legge Americans With Disabilities Act (ADA), approvato nel 1991, prevede che il servizio interpretariato venga garantito in ogni ambito.

9. Riesci a guadagnarti da vivere lavorando unicamente come interprete?
Sì. Grazie anche agli anni di esperienza e ai continui aggiornamenti.

10. Ti capita di collaborare con interpreti udenti?
Sì. Non posso svolgere il mio lavoro senza un team di interpreti udenti. Loro lavorano per noi.

11. Sulla base della tua esperienza hai notato un'evoluzione nella professione di interprete dai tuoi esordi ad oggi?
Ho sempre notato che le persone udenti sono affascinate da tale figura e non è la prima volta che mi fanno un video mentre svolgo il mio lavoro. La novità, se così si può dire, sta nel fatto che negli altri paesi l’interprete sordo è un mestiere ancora poco conosciuto. Invece in America esiste dagli anni '70.

12. Interprete e Performer: Due facce della stessa medaglia?
Io sono un interprete, non sono un performer. A volte è difficile tradurre le canzoni dall'inglese alla Lingua dei Segni Americana. Non c’è un segno per ogni parola. Ad esempio in "Slap my booty" mi sono aiutato con il linguaggio del corpo affinché le persone sorde potessero capire il significato della parola booty.

13. Ti saresti mai immaginato di superare un milione di visualizzazioni con la tua interpretazione di Get me bodied di Beyoncé?
Non mi è mai passato per la testa. È andata così: una persona udente ha filmato la mia interpretazione senza audio. Si è prodotto così una sorta di "indovinello" tra udenti che cercavano di scoprire quale fosse la canzone. Questa è la ragione di così tante visualizzazioni.

14. Quando e come hai cominciato a collaborare come interprete per la comunità LGBTQ?
Ho iniziato nel 2000 al Gay Pride di Atlanta. Ho stabilito dei contatti che ogni anno mi consentono di rendere accessibili gli eventi collegati al Pride. La legge ADA (Americans with Disabilities Act) prevede che tutti gli eventi pubblici siano accessibili.

15. Trovi che ci siano degli aspetti in comune tra la comunità sorda e quella LGBTQ?
C'è un nesso tra la comunità sorda e quella LGBTQ. Condividiamo le stesse battaglie: gli udenti cercano di "aggiustarci" con gli impianti cocleari e gli etero cercano di "aggiustare" i LGBTQ con le terapie riparative. Qualunque cosa non segua le loro regole culturali deve essere cambiata. La comunità LGBTQ è stata illuminante per i sordi perché anche loro sono particolarmente sensibili alle barriere linguistiche e culturali. Non ho alcuna ricerca o statistica a supporto del mio pensiero. Tuttavia sembra ci sia una percentuale alta di persone LGBTQ nella comunità sorda. Non ho mai incontrato dei CODA etero, ad esempio. La maggior parte di loro è LGBTQ.

16. Qual è il tuo motto?
AMA te stesso prima di poter AMARE qualcun altro!

(Traduzione dell'intervista a cura di Gloria De Santis)


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 08-12-2019 alle 09:17 sul giornale del 09 dicembre 2019 - 1878 letture

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