"Comunicare meglio senza parole ostili"

3' di lettura 06/12/2019 - Il Comune di Fermo aderisce al manifesto contro l’odio in “rete” e per un uso consapevole del linguaggio

Ridefinire lo stile con cui le persone stanno in “rete” vuole diffondere l’attitudine positiva a scegliere le parole con cura e la consapevolezza che le parole sono importanti.
E’ l’ambizione proposta dall’associazione “Parole O_stili” e promossa dall’Anci (Associazione comuni d’Italia) che la Giunta comunale di Porto San Giorgio ha deciso di sposare.
Nell’ultima seduta l’Esecutivo ha deciso di sposare il decalogo del “Manifesto della comunicazione non ostile”.
Con la delibera l’Amministrazione comunale si assume l’impegno di osservare, promuovere e diffondere i principi con l’obiettivo di contrastare l’odio in “rete” e sostenere un uso consapevole del linguaggio, sia da parte degli utenti che da chi ricopre cariche politiche o istituzionali.

Il Manifesto è stato sottoscritto da decine di altri Comuni italiani: “responsabilizza gli utenti a scegliere con cura le parole – spiega la delibera - partendo dai presupposto che in particolare i social network, pur essendo luoghi virtuali, non sono un porto franco ma il centro in cui si incontrano persone reali”.

Il manifesto si compone dei seguenti principi:

  1. Virtuale è reale: dico e scrivo in rete solo cose che ho il coraggio di dire di persona.

  2. Si è ciò che si comunica: le parole che scelgo raccontano la persona che sono, mi rappresentano.

  3. Le parole danno forma al pensiero: mi prendo tutto il tempo necessario ad esprimere al meglio quello che penso.

  4. Prima di parlare bisogna ascoltare: nessuno ha sempre ragione, neanche io. Ascolto con onestà e apertura.

  5. Le parole sono un ponte: scelgo le parole per comprendere, farmi capire, avvicinarmi agli altri.

  6. Le parole hanno conseguenze: so che ogni mia parola può avere conseguenze, piccole o grandi.

  7. Condividere è una responsabilità: condivido testi e immagini solo dopo averli letti, valutati, compresi.

  8. Le idee si possono discutere: le persone si devono rispettare. Non trasformo chi sostiene opinioni che non condivido in un nemico da annientare.

  9. Gli insulti non sono argomenti: non accetto insulti e aggressività, nemmeno a favore della mia tesi.

  10. Anche il silenzio comunica: quando la scelta migliore è tacere, taccio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2019 alle 18:45 sul giornale del 07 dicembre 2019 - 298 letture

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