Gil Casaburi, chef ispirato a santa Ildegarda di Bingen, monaca... benedettina

3' di lettura 30/11/2019 - Prima consulente di grandi aziende per il commercio estero e poi chef di una cucina non tradizionale

Ho scorto, domenica scorsa, un uomo attentissimo in prima fila nella sala grande di Palazzo Passari a Montegiorgio.
Ascoltava la mia relazione A Tavola con i Monaci.
Al termine s'è alzato. Si è presentato porgendomi il suo biglietto da visita.
Incredibile! Gil Casaburi, chef sì, ma della cucina naturale ispirata a santa Ildegarda di Bingen, monaca... benedettina. Lo chef di Ildegarda, insomma.
Gil è nato a Marsiglia da genitori italiani. Ha 57 anni e una laurea in Commercio Internazionale.
Quello che ha fatto per grandi aziende sino agli anni Ottanta quando qualcosa è cambiato.
A quel tempo era fisicamente con diversi chili di troppo. E cercava un modo alternativo di alimentarsi e di pensare. Coincidenza, Gil ritrova una donna che è segretaria di direzione di un'azienda per cui lui ha lavorato. Lei pratica la macrobiotica. Gliene parla. Gil la sperimenta, la prova e inizia a prepararne i piatti.
La approfondisce anche sotto il profilo filosofico. S'imbatte in pensatori orientali.
Ancora una coincidenza. Nel 1993, a Parigi, una associazione dedita al macrobiotico festeggia i cento anni dalla nascita del pensatore George Ohsawa, pseudonimo del giapponese Nyoichi Sakurazawa, colui che «ha portato nel mondo occidentale la nozione di alimentazione zen macrobiotica, un’alimentazione attenta all’armonia e all’equilibrio tra yin e yan».
A guidare la cucina è proprio Gil. Un successo. Altri gruppi lo contattano. E lui si specializza sempre di più nei piatti vegetariani e crudisti.
Intanto, diventa chef nelle cucine di ospedali e cliniche private. Collabora con oncologi. Terza coincidenza. Sette anni fa, la madre di Gil, che nel frattempo aveva raggiunto sua figlia in Germania, muore e viene sepolta in un piccolo cimitero vicino al monastero di Bingen.
La morte fa sempre riflettere.
E Gil ne parla con la badessa del monastero dove nove secoli prima era vissuta Ildegarda.
Si apre un mondo. Perché la santa è teologa, musicista, speziale e conoscitrice di erbe naturali con cui ci si può curare e alimentare.

Il nostro cuoco penetra a fondo quel mondo ed entra in contatto con Maria Sonia Baldoni, la Sibilla delle erbe, che ha una scuola... ad Amandola.
Incontro importante. Così come lo è quello con Luciano Latini.
Il noto primario di Oncologia all'ospedale di Macerata gli consente di tenere corsi per i pazienti sulla Cucina Terapeutica, dove le erbe di Ildegarda sono la caratteristica dei pasti.
La stessa che diffonde e pratica per un anno all'ospedale Sant'Orsola-Respighi di Bologna.
La Cucina Terapeutica sarà anche il titolo del suo libro di prossima pubblicazione.
In questi anni, pur spostandosi continuamente, Gil vive tra Corridonia e il villaggio Panta Rei sul lago Trasimeno.
A proposito di laghi, su quello di Costanza, il nostro chef ha incontrato un altro personaggio significativo: il dr Wighard Strehlow fondatore e direttore della Clinica di santa Ildegarda ad Allensbach.
In questi giorni, Gil si trova in Umbria, perché in primavera promuoverà una grande convegno medico-salutistico- gastronomico-culturale, presso l'ex basilica di san Pietro oggi facoltà di Agraria, a Perugia.
E mentre si muove con decisione, gli è giunta la notizia che sarà invitato ad Assisi, per cimentarsi ai fornelli in occasione del The Economy of Francesco, la tre giorni per la nuova economia voluta da Papa Francesco.
In cielo, la Santa tedesca farà tifo per lui. Sicuramente.






Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2019 alle 15:25 sul giornale del 01 dicembre 2019 - 924 letture

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