Macerata: Paci Dalò, Bragaglia ed Antinori hanno ridato vita ai sintetizzatori di altri tempi

1' di lettura 24/10/2019 - Dal Transistor al microprocessore: la computer music italiana è il tema portante della seconda edizione del Museo del Sinth marchigiano ed italiano

In quanti sanno che le produzioni musicali di grandi gruppi internazionali hanno preso vita dalle tastiere e dai sinth prodotti sulle “dolci colline marchigiane”?

Pink Floid, Kraftwerk, James Brown, Tangerim Dream, Keith Emerson e Radiohead sono soltanto alcuni dei tanti nomi che hanno scelto strumenti musicali nati dallo spirito creativo di imprenditori marchigiani.

Eppure la nostra regione risulta essere la “terra d'origine” delle fisarmoniche a livello mondiale; la sorte non è stata altrettanto benevola con i sintetizzatori e le tastiere.

Qualcuno ha pensato però di creare il “museo del Sinth marchigiano e italiano” ed un assaggio della bontà di questi strumenti è stato proposto visivamente e musicalmente agli antichi forni di Macerata..

Una straordinaria mostra ha dato vita alla II edizione del Museo del del sinth.

Una mostra dal 18 ottobre al 2 novembre che consente agli appassionati di guardare ed anche utilizzare gli strumenti musicali esposti.

Davvero pregevole l’evento di giovedi 24 ottobre al quale abbiamo avuto modo di assistere.

Dopo la presentazione del libro “ombre” di Roberto Paci Dalò in conversazione con Stefania Monteverde ed Emilio Antinori, alle 19.00 si è potuto assistere ad una performance musicale dello stesso Paci Dalò all’elettronica e clarinetto, accompagnato al sinth vintage da Paolo Bragaglia e da Emilio Antinori alle percussioni elettroniche.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2019 alle 21:56 sul giornale del 25 ottobre 2019 - 737 letture

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