Marche: quasi un bambino su cinque in povertà relativa

10' di lettura 21/10/2019 - Sempre meno nati e gli accessi agli asili nido registrano la media di 10 anni fa (16%); aumenta la spesa sociale per famiglie e minori che sale a 150 euro pro capite. Nella regione il 40.6% delle scuole non ha il certificato di agibilità

Negli ultimi dieci anni la povertà relativa infantile nelle Marche ha raggiunto il 20.6%, quasi un bambino su 5 nel 2018, un dato al di sotto della media nazionale attestata al 22%.
La povertà minorile, dunque, si conferma anche nella regione come vera emergenza, e se si guarda all’Italia in generale negli ultimi dieci anni il numero dei minori che vivono addirittura in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018, oltre 1,2 milioni di bambini.
Un record negativo che ha visto un peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014.

Una povertà che non è solo economica, ma anche educativa e che si riflette su una serie di indicatori chiave che fotografano lo stato dell’infanzia nel paese e nelle Marche.
Una regione in cui – complice anche la congiuntura economica non positiva - negli ultimi dieci anni sono nati sempre meno bambini, con una percentuale di nuovi nati che è scesa del 29.8% rispetto al 2008, in cui però è presente un significativo numero di bambini e adolescenti con cittadinanza non italiana, che nel 2018 rappresentavano il 10.8% della popolazione dei minori nella regione.

E mentre l’Italia continua a non avere un Piano nazionale per l’infanzia, a investire risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti a livello di servizi e prestazioni per l’infanzia e condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi. Sebbene il dato di spesa media annua in Italia resti insufficiente, le Marche – negli ultimi 10 anni – ha incrementato di 40 euro la spesa pro capite per interventi a favore dell’area famiglia/minori, arrivando a 150 euro. Nelle Marche solo il 16% dei bambini ha accesso ai servizi per la prima infanzia (nel 2008 era quasi invariato al 15.9%), con una spesa media pro capite da parte dei comuni per questi servizi che si attesta a 674 euro.

Anche la scuola è stata in questi anni colpita pesantemente in tutto il paese dai tagli alle risorse, spesso lineari, che hanno penalizzato le aree già in difficoltà. Sebbene nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi in avanti sul tema della dispersione scolastica, le differenze tra regioni sono drammatiche e le Marche si attestano sul 10% un dato leggermente al di sotto della media nazionale (14,5%), ma che è migliorato negli ultimi 10 anni, diminuendo di 4.4 punti. Scuole che restano luoghi non sicuri per gli studenti, in un paese fragile dal punti di vista sismico e idrogeologico e nel quale gli indicatori sono drammatici. Nelle Marche il 40.6% degli edifici scolastici è priva del certificato di agibilità, leggermente più basso del 53.9% delle scuole italiane (tra quelle che hanno compilato il dato).

In Italia, in cui si è disinvestito sulle politiche sociali e sull’infanzia, la povertà educativa è una piaga in continua crescita. Basti prendere in considerazione alcuni indicatori: quasi un minore su 2 non apre un libro durante l’anno, un dato che nelle Marche è al 39.3% (in dieci anni è rimasto quasi invariato 40.4% nel 2008). Il tema della deprivazione culturale nei minori resta un tema di allarme: nel corso dell’ultimo decennio la quota dei “disconnessi culturali" è diminuita in tutto il paese di 4 punti, sebbene i minori che non svolgono sufficienti attività culturali restino ancora 7 su 10, con le Marche che si attestano al 67.4%. Anche lo sport resta per molti un privilegio: in Italia meno di un minore su cinque (tra i 6 e i 17 anni) non fa sport e nella regione questo dato è del 13.5%. Bambini e ragazzi che leggono sempre meno, fanno poco sport e che non sono sottoposti a stimoli culturali, sono invece iperconnessi: nell’ultimo decennio si è assistito a una rivoluzione che ha portato all’aumento esponenziale dei minori che usano ogni giorno la Rete. Nel 2008 solo il 18.5% dei bambini e adolescenti marchigiani usava tutti i giorni internet, una quota che è passata al 54.2% nel 2018.

Un Paese sempre più “vietato ai minori”, in cui i cosiddetti NEET (Not in Emplyement, nor in Education and Training) sono in Italia 1 su 4 tra i giovani 15-29enni (23,4%), le Marche si attestano su una percentuale leggermente più bassa, registrando il 16.7%, percentuale che è cresciuta di 3.5 punti rispetto a dieci anni fa.

L’impoverimento materiale ed educativo dei bambini in Italia, si accompagna anche ad un impoverimento “ambientale”. Mentre il dibattito mondiale si accende sull’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta, i bambini e adolescenti italiani crescono in un paese in cui c’è sempre meno verde, con un aumento di 30.000 ettari di territorio cementificato dal 2012 al 2018. Il fatto che ben il 44% dei bambini ed adolescenti italiani vada a scuola in macchina non stupisce (52,3% nella regione), soprattutto se si considera che il rapporto tra ogni neonato che nasce in Italia e le macchine immatricolate nello stesso anno è di 1 a 4 (anche nelle Marche).

Questi alcuni tra i dati messi in luce dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. La pubblicazione a cura di Giulio Cederna e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini”, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni, e viene presentato quest’anno in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa.

“I danni provocati in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti nei servizi per la prima infanzia, nella scuola, nelle politiche sociali, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione sono sotto gli occhi di tutti e hanno colpito anche la nostra regione. Insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, ci sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro”, spiega Flaminia Cordani, referente territoriale di Save the Children nelle Marche.

L’organizzazione rilancia oggi la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa, ormai giunta al suo sesto anno, chiedendo proprio – attraverso una petizione disponibile al link http://www.illuminiamoilfuturo.it- il recupero di tanti spazi pubblici abbandonati e inutilizzati su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata a 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, sottratti ai minori nel nostro Paese. Una campagna che riprende la richiesta già lanciata lo scorso anno e che ha portato all’inizio di un percorso di recupero di alcuni dei 10 luoghi segnati nella precedente edizione, a cui quest’anno Save the Children ne ha voluti aggiungere altri sei.

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 21 ottobre è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte tantissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.

Tra i luoghi segnalati nelle Marche, Villa Beer nel quartiere Grazie di Ancona, quartier generale tedesco durante l’occupazione della città. In seguito è stata sede dell'ISTAO (Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell'economia e delle aziende) e poi, sede di una biblioteca e archivio storico di Italia Nostra, una ludoteca, un asilo, e sede di diverse associazioni. Dopo il terremoto del 2016 è stata dichiarata inagibile e da quel giorno è stata abbandonata. Anche il parco della villa, prima dotato di area giochi per bambini, versa in uno stato di degrado e abbandono. La villa è dentro i progetti di ristrutturazione e risulta essere una delle priorità del Comune. Uno spazio che potrebbe essere restituito all’infanzia, grazie anche alla mobilitazione delle tantissime realtà locali, scuole e associazioni che anche quest’anno hanno scelto di essere al nostro fianco per contrastare la povertà educativa nelle Marche.




Save the Children


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2019 alle 14:59 sul giornale del 22 ottobre 2019 - 347 letture

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