Regione Marche sempre più bio, superati i 98mila ettari

2' di lettura 07/09/2019 - Il biologico marchigiano in continua ascesa. Più operatori ma anche più terreno a disposizione con un ettaro su 5 che è stato convertito e le Marche tra le prime regioni in Italia per incidenza rispetto alla superficie

Sono buone le anticipazioni che arrivano dal Sana di Bologna, il Salone internazionale del biologico che si tiene dal 6 al 9 settembre, al quale stanno prendendo parte anche alcune aziende marchigiane terremotate (dalle province di Macerata e di Ascoli) impegnate nel primo mercato di Campagna Amica degli agricoltori biologici italiani.
Rappresentanti di una regione, le Marche, dove gli ettari dedicati al biologico hanno superato i 98mila, in aumento di quasi il 13% rispetto al dato precedente.
In particolare, secondo l'elaborazione Coldiretti Marche su dati Sinab, aumenta il settore dei cerali che supera i 18mila ettari (+7%).
Bene anche il vino, con le vigne bio che aumentano del 7%, e l’olio (quasi il 10% in più). Il dato marchigiano sull’incidenza della superficie biologica è superiore a quello italiano che ha raggiunto nel 2018 il 15,5% e che, a sua volta, è di sopra la media dell’Unione Europea. In crescita anche il numero degli operatori biologici.
Sono 3845 le realtà iscritte all’Albo biologico della regione, aumentate del 26% negli ultimi due anni. A fare da traino al settore l’aumento costante dei consumi nazionali ed esteri che ha portato il giro d’affari del bio a 5,8 miliardi, con un aumento record del 264% degli ultimi dieci anni secondo quanto stimato Coldiretti sulla base dei dati Nomisma relativi al 2018. "Il biologico e il biodinamico - commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche - rappresentano un comparto determinante non solo per l'economia e l'occupazione ma anche per la gestione sempre più responsabile delle risorse naturali e dell'ambiente.
La preservazione del suolo e la tutela della biodiversità concretizzano oggi la sfida più urgente che il mondo agricolo ha di fronte rispondendo alla necessità di un metodo di produzione sostenibile e duratura nel tempo. Questo percorso si inserisce in un tracciato già segnato dal nostro Paese da diversi decenni e che determina tuttora il nostro primato di sicurezza alimentare a livello europeo ed internazionale".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2019 alle 19:57 sul giornale del 09 settembre 2019 - 490 letture

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