Lavoro e disabilità: la sfida della diversità

3' di lettura 29/08/2019 - Intervista a Daniele Regolo

Daniele Regolo, marchigiano originario del Fermano, è sordo profondo sin dall'infanzia. Si è laureato in Scienze Politiche a Macerata. Grazie a un concorso pubblico ottiene il posto fisso a tempo indeterminato come impiegato in una azienda sanitaria. Tuttavia, data la mansione incompatibile con la sua disabilità uditiva, decide di dimettersi per fondare Jobmetoo, portale di recruiting online dedicato alle persone con disabilità. Oggi Jobmetoo raccoglie oltre 110 mila candidati da tutta Italia e si pone come interlocutore privilegiato per le Aziende che non vogliono soltanto rispondere agli obblighi di legge ma ricercare un professionista capace per la propria realtà.

1) Com'è nata l'idea di fondare Jobmetoo e come mai hai scelto proprio questo nome?
Jobmetoo, agenzia per il lavoro dedicata alle persone con disabilità, è figlia della mia esperienza di vita di persona con disabilità uditiva e delle difficoltà incontrate per fare il mio ingresso nel mondo del lavoro. Volevamo un nome che portasse una ventata di novità, che non fosse immediatamente riconducibile alla disabilità, ed è nata Jobmetoo. Nel pay off “Lavoro e disabilità, un dialogo alla pari” si esplicita il target di riferimento.

2) Quali sono le normative di riferimento in materia di lavoro per disabili?
Principalmente la Legge 68/99 e le importanti modifiche apportate dal Jobs Act. Noi però proviamo ad anticipare i tempi con “5 Azioni” che riteniamo indispensabili per migliorare il rapporto tra lavoro e disabilità (https://blog.jobmetoo.com/3728-2/).

3) Qual è il rapporto tra disabilità e società?
Domanda troppo complessa cui rispondere. Possiamo dire che la Convenzione ONU del 2006 sui Diritti delle persone con disabilità porta un innovativo paradigma: la disabilità non è solo la condizione in sé, ma il rapporto che si crea tra la persona con disabilità e il mondo che la circonda.

4) Cosa si intende per inclusione lavorativa?
Significa evitare e/o rimuovere le barriere che incontrano le fasce a rischio emarginazione affinché la persona che ha una difficoltà o una menomazione sia nelle condizioni di poter essere efficiente e produttiva.

5) Che cos'è il Diversity Day?
È il career day per eccellenza dedicato alle persone con disabilità e realizzato insieme a Cesop e Value People. Questo il link col programma autunnale di Torino, Verona, Roma e Pisa (http://diversityday.it/).

6) Quali sono in genere le difficoltà e le esigenze delle persone che si rivolgono al tuo portale?
La principale difficoltà è legata alla ricerca di un lavoro, ma da quando siamo partiti con questa sfida ci siamo resi conto che molti sono i lavoratori disabili che già lavorano, eppure vogliono migliorare le loro prospettive. Questo è di per sé molto indicativo. L’esigenza primaria è quella di avere la possibilità di competere alla pari con gli altri e nel rispetto della loro disabilità. Una sfida per il Disability management.

7) Qual è il tuo motto?
Una frase molto celebre: “non chi comincia ma quel che persevera”.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 29-08-2019 alle 15:04 sul giornale del 30 agosto 2019 - 2545 letture

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