Fermo: La fondazione Cassa di Risparmio di Fermo ancora una volta vicina al “Murri” con la donazione di un cardiomonitor multiparametrico

3' di lettura 29/08/2019 - Inaugurata stamane, 29 agosto, presso la Sala Riunioni del reparto di Medicina Interna dell’ospedale di Fermo la nuova centrale di monitoraggio donata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.

E’ usando una metafora calcistica che il primario dott. Stefano Angelici vuol mettere in risalto l’importanza e il valore della medicina interna di Fermo: un reparto che, come una sorta di centrocampista che corre dalla difesa all’attacco, è capace di fare degli assist incredibili, di stare in prima linea e di risolvere persino la situazione più complessa.

“Il mondo circostante è in continuo mutamento, spiega il dott. Angelici. Vi sono, nel paziente e nel modo stesso di interpretare il concetto di salute, molteplici metamorfosi e la medicina interna rimane uno dei baluardi più importanti”.

A Fermo, con i suoi oltre 1.500 ricoveri e le sue oltre 10.000 prestazioni ambulatoriali specialistiche, il reparto si trova a dover fronteggiare numerose necessità: l’emergenza più comune è sicuramente quella del paziente che durante il ricovero vive una condizione di instabilità. Pertanto, il ringraziamento del primario, unitamente a quello del direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini, della dott.ssa Padovani e del dott. Astorri, va alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo nella persona dell’avv. Palma che con lungimiranza ha sentito il bisogno di donare un cardio monitor multiparametrico.

“Quando solidarietà, altruismo e sensibilità diventano dei principi comunitari si acquista forza” – sostiene Livini; “ spesse volte capita che delle donazioni arrivino addirittura senza sollecitazioni da parte nostra e in questo” – prosegue Livini - “la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo è sempre stata la numero uno, sicché non mancheranno le opportunità per proseguire su questa strada di collaborazione, andando avanti con immutato impegno nella realizzazione dei nostri obiettivi”.

Consapevole delle difficoltà che l’ente pubblico Regione incontra nel finanziare certe implementazioni che sarebbero, invece, se non necessarie, quanto meno opportune, e felice nel constatare che quell’ala originaria del Murri che quasi un secolo fa suo nonno realizzò funziona ancora oggi, l’avvocato Palma si dice lieto di contribuire con tale donazione ad un significativo aggiornamento della capacità di sorveglianza dell’andamento di quei pazienti che necessitano di un maggiore controllo.

La dott.ssa Padovani parla inoltre di un miglioramento anche a livello di performance lavorativa del personale ospedaliero dal momento che uno strumento del genere, monitorando continuamente tutti i parametri essenziali, consente di avere una visione immediata su detti parametri senza che sia l’infermiere a doverli rilevare ogni volta recandosi presso il singolo paziente.

“Sempre di più ci troviamo di fronte a pazienti instabili o per via della sindrome coronarica o perché hanno insufficienze respiratorie – dice il dott. Astorri - e il cardio monitor multi parametrico ci permette di avere in tempo reale nel momento dell’instabilità tutti i parametri per agire tempestivamente”.

Questi monitor si interfacciano con una centrale dove c’è un ripetitore che riporta tutti i dati. Inoltre essi sono dotati di wifi e possono essere spostati, cosicché in più punti del reparto può aversi il monitoraggio. “Questo strumento ci dà una possibilità in più e sicuramente un livello di medicina interna più alto” – conclude il dott. Astorri che segue queste cose da tempo avendo la nostra medicina interna un indirizzo cardiovascolare.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-08-2019 alle 17:13 sul giornale del 30 agosto 2019 - 2252 letture

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