P.S.Giorgio: Ennesima vittoria per gli allievi della scuola Proscenioteatro

3' di lettura 03/06/2019 - Domenica 2 giugno hanno portato in scena la Favola del Figlio Cambiato di Pirandello, una delle sue ultime opere

La splendida messa in scena ha registrato un teatro al completo ed un pubblico attento e molto contento di quanto visto, dimostrazione sia del seguito dei lavori della scuola di teatro che della qualità del lavoro svolto dagli appassionati e motivati allievi, guidati dai maestri e registi Stefano De Bernardin e Stefano Tosoni, che ancora una volta li hanno messi alla prova con un lavoro complicato, riuscendo però a conquistare la vetta.
La regia accurata e ricercata ha permesso di creare la giusta intensità che è propria del lavoro di Pirandello, ed il riadattamento del testo ha caratterizzato in maniera unica e sorprendente la rappresentazione.
Ne La favola del figlio cambiato si narra della perdita più dolorosa che una madre possa subire, quella del proprio figlio, il quale nato bello e sano, viene sostituito dalle streghe con un altro deforme e cagionevole di salute.
Pirandello racconta le grossolane superstizioni della sua Sicilia (Le donne, streghe dell’aria, vanno in giro di notte a sostituire i bambini belli e sani con altri malaticci e deformi) e nello stesso tempo, conferisce alla maternità un valore sacro e superiore ad ogni altra cosa. Storia che rievoca l'antica leggenda dei "Changeling", una tradizione molto diffusa nel nord Europa e tipica delle tradizioni celtiche. Interessante capire l'origine e la ragione di tutto ciò perché come tutte le leggende e le tradizioni popolari pur essendo permeato di vaghe credenze popolari, in realtà il mito nasconde radici di profonda umanità.
Probabile e plausibile, infatti, che questa favola sia la risposta popolare a fenomeni come l'autismo e la sindrome di Down, malattie che uomini e donne di bassa estrazione, incapace di fornire spiegazioni logiche e razionali, attribuivano a sciagure perpetrate da forze strane magiche non controllabili e deresponsabilizzanti.
La favola, pertanto, da racconto si muta in sogno e altresì in viaggio negli abissi della mente umana. La messa in scena, tiene conto di tutto questo, con costumi ricercati e scene essenziali e significative, diventa metafora dell’eterno conflitto tra cuore e ragione, tra senso e non senso, senza perdere di vista la magia delle favole. La scelta dei registi è stata quella di rappresentarla utilizzando diversi linguaggi che intrecciati hanno formato uno stile del tutto particolare tra la commedia e il dramma, la fiaba e il mito, l'antico e il moderno.
Sul palco un gruppo unito, forte e pieno di energia, dove è emerso l'assurdo, la gioia, il dolore, la follia e la lucidità dell'animo umano, e dove si è posta attenzione soprattutto nella figura della madre, e di tutto l'universo femminile, ricco di mistero e mille contraddizioni.
Una corale rappresentazione intensa e singolare, ricca di emozioni, sorprese e riflessioni, in perfetta linea con Pirandello e con la vera essenza del teatro, dove tutti sono protagonisti e ogni cosa ha il suo valore.






di Maria Teresa Virgili


Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2019 alle 14:04 sul giornale del 04 giugno 2019 - 2184 letture

In questo articolo si parla di attualità, Maria Teresa Virgili

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