Storie dal terremoto: l'azienda Agricola Corradini di Amandola

4' di lettura 01/06/2019 - Con questa rubrica non vogliamo prendere le parti di qualcuno, ne strumentalizzare politicamente o culturalmente, nessuna storia o vicenda. Nostro compito è quello d'informare e raccontare e crediamo sia semplicemente giusto su un argomento così ancora attuale, ascoltare i diretti interessati e le loro richieste.

Diteci in breve qual è la vostra attuale situazione aziendale e famigliare?
"Attualmente i nostri genitori vivono nel modulo abitativo fornito dalla Regione, una specie di grande container, molto umido e poco isolato termicamente e acusticamente.
Alice vive da poco più di due anni col suo compagno in un appartamento ad Amandola ed Elia da poco più di un anno è andato a convivere con la sua compagna in un appartamento sempre in paese. Dal settembre 2016, per la lavorazione della carne ci appoggiamo al mattatoio di Sarnano, i gestori ci hanno gentilmente messo a disposizione il loro laboratorio interno, dato che il modulo lavorativo fornito dalla Regione non è utilizzabile, in quanto non attrezzato con cella frigo e guidovia per le mezzene. "
Il sisma del 2016 ha causato enormi danni psicologici e organizzativi immaginiamo...?
"Sicuramente ci sono state delle grandi difficoltà, sia dal punto di vista personale che lavorativo, prima di tutto la grande paura e poi lo smarrimento nel constatare i danni agli edifici. Parlando del lavoro, avendo perso il nostro laboratorio aziendale, abbiamo dovuto interrompere la produzione di salumi perché non abbiamo più neanche un posto in cui fare la stagionatura, speriamo di poter riprendere presto, ma ad oggi siamo ancora fermi.
Per fortuna la stalla, che è una struttura in legno antisismica non ha subito danni, questo ed il fatto che coltiviamo la terra, ci ha permesso di proseguire nel nostro lavoro, pur affrontando grosse difficoltà, come la delocalizzazione del nostro laboratorio di macelleria aziendale."
Cosa ricordate di quei giorni, in modo particolare?
"Dei giorni immediatamente successivi al terremoto ricordiamo la grande paura, non solo per il sisma in corso, ma anche per il futuro, temevamo ciò che si è verificato, l’assenza dello Stato e i gravi ritardi nella ricostruzione, che, parliamoci chiaro, non è mai iniziata."
Ad oggi, a quasi 3 anni da quei momenti,quindi il vostro giudizio sulle istituzioni è...?
" Come abbiamo più volte sottolineato, l’unica istituzione che realmente abbiamo sentito al nostro fianco è il Comune. I lavoratori delle varie istituzioni hanno fatto tutto ciò che potevano, ma chi occupa ruoli decisionali lo abbiamo percepito come totalmente disinteressato a comprendere i problemi di chi si trova in questa situazione."
Cosa è stato fatto e cosa sarebbe dovuto essere fatto?
"La nostra percezione è che le persone che hanno subito questi sismi (perché ricordiamoci che si tratta di tre sismi diversi) siano state considerate dei numeri da dover ricollocare, senza pensare alle comunità esistenti, ai legami con le persone ed il territorio ed alla dignità. Nel nostro caso sembrava ci stessero facendo un favore, fornendoci una sistemazione (MAPRE) che più che una casa sembra un pollaio, quando ciò che chiediamo è semplicemente che i nostri diritti vengano rispettati."
Quali le maggiori mancanze che riscontrate nel 2019 inoltrato?
"La totale insicurezza, ancora oggi, circa le tempistiche della ricostruzione e la mancanza di interlocutori istituzionali che si assumano delle responsabilità."
Le lungaggini, sono dovute solo alla burocrazia o c'è altro secondo voi?
"Pensiamo ci sia anche molto disinteresse verso le nostre zone, che sono scarsamente popolate e percepite come un peso economico, anziché come un territorio pieno di potenzialità."
Il terremoto è un evento imprevedibile ma la sua gestione si...economicamente avete subito molti danni e come siete andati avanti in questi anni?
"Sì, abbiamo subito molti danni. Siamo riusciti ad andare avanti principalmente grazie alla solidarietà di privati cittadini, gruppi e associazioni, che hanno voluto sostenerci. A loro andrà per sempre la nostra gratitudine (e anche un po’ di commozione ogni volta che ci pensiamo)."
Il vostro sogno è ritornare a vivere in una casa nuova, antisismica, voi e i vostri genitori?
"Il nostro sogno è poter ricostruire la nostra casa ed il nostro laboratorio aziendale al più presto, antisismici, sicuri e salubri. Chiaramente noi figli abbiamo intrapreso la nostra strada, cosa che era già in programma prima del terremoto e non vediamo l’ora che i nostri genitori possano tornare a vivere in una casa vera e sicura. "

Chiunque volesse raccontare la propria situazione, può scrivere a redazione@viverefermo.it


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 01-06-2019 alle 12:48 sul giornale del 03 giugno 2019 - 2559 letture

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