La Sindone non è medievale: il radiocarbonio ha sbagliato

2' di lettura 27/05/2019 - L’analisi statistica dei dati grezzi conferma in modo indubbio la disomogeneità dei conteggi di C-14 usati per la datazione, e ciò significa che la misura di età non è attendibile.

“1260-1390!”. Questa fu l’affermazione del radiocarbonio di Oxford, Arizona e Zurigo del 13 ottobre 1988. A questo proclama fece seguito la rivista scientifica “Nature” il 16 febbraio 1989: “Questi risultati forniscono la prova definitiva che il lino della Sindone di Torino è medioevale”.
Tuttavia: il punto esclamativo sarebbe dovuto essere interrogativo; l’indicativo usato da Nature sarebbe dovuto essere condizionale. Il tutto sia per corretta prassi scientifica (le pubblicazioni scientifiche non terminano mai con affermazioni categoriche), sia perché il risultato non era assolutamente certo (con anche il dubbio di come i risultati pubblicati su Nature fossero stati valutati molto velocemente: circa due mesi, per esaminare il valore scientifico di tale lavoro, a fronte di decine di mesi, se non anni, come prassi consueta).
Il 23 maggio 2019 a Catania si è tenuto un incontro (https://www.viverefermo.it/2019/05/21/sindone- ancora-medievale/731086/) da cui è emerso che la datazione della Sindone risalente al 1988 non è la prova conclusiva. I tre laboratori che datarono la Sindone nel 1988 con il metodo del radiocarbonio ebbero a produrre risultati differenti, non riconducibili allo stesso fenomeno.
Nel conseguente articolo pubblicato su Nature non menzionarono la presenza di importante materiale eterogeneo, come antico cotone o fili blu e rossi, di cui si è appresa l’esistenza sui campioni tramite altre fonti.
L’analisi statistica dei dati grezzi conferma in modo indubbio la disomogeneità dei conteggi di C-14 usati per la datazione, e ciò significa che la misura di età non è attendibile. Nei casi in cui la statistica dei dati della misura di età radiocarbonica risulti non soddisfacente, è necessità ripetere la misura su altre parti dello stesso oggetto. Nel caso del Sacro Telo non è stato possibile ripetere la misura, ma i tre laboratori in questione hanno preferito, tuttavia, pubblicare i risultati sebbene disomogenei.
L’incontro del 23 maggio 2019 di Catania, quindi, conclude che i dati ottenuti dalla misura del 1988 sono disomogenei al punto tale da non potersi considerare validi, né tantomeno essere considerati la prova conclusiva che la Sindone è medievale.
Si considera l’eventualità di una nuova misura di radio-datazione con tecnologia attuale; ma nel caso in cui varie parti del Prezioso Lino forniscano età diverse a causa delle variabili costituite dai contaminanti che la pulizia dei campioni non riesce a sollevare, si dovrebbe prendere atto che, ad oggi, è impossibile ottenere una datazione della Sindone affidabile.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-05-2019 alle 14:07 sul giornale del 28 maggio 2019 - 1578 letture

In questo articolo si parla di cultura, Fabio Quadrini

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