La vita secondo Otto:puntata 16 "Galline pensierose" (Omaggio a Luigi Malerba)

2' di lettura 24/04/2019 - Rubrica tenuta da tal Otto Von Fuestenberg, signorotto dal sangue blu nato con due forti valori: quello della riservatezza e quello della saggezza. Nella sua quotidianità osserva il piccolo mondo intorno a lui, cogliendo i lati comici degli umani paradossi

Otto quella mattina incontrò una gallina. Una gallina che amava il chichirichi che il suo compagno gallo cantava ogni giorno all'alba. Amando il gallo, lei amava anche l'alba, mentre gli altri abitanti della fattoria erano infastiditi da quel suono stridulo che li svegliava troppo presto.
Quella sera, tornando dalla sua passeggiata, Otto incontrò un'altra gallina che al contrario della precedente amava il tramonto, perché era il momento in cui poteva tornare a dormire serenamente nel pollaio, dopo una intensa giornata di lavoro.
Si trattava sempre di galline, ma guarda un po', con interessi agli antipodi del diametro del cerchio percorso dal Sole attorno alla Terra. Niente di così difficile da impedire la convivenza pacifica di entrambe, pensò ingenuamente il Signor Otto.
Un giorno però si creò uno scontro tra le due, supportato da decine di altre galline che si schierarono da una e dall'altra parte, le quali marciavano con quel loro passo sgangherato e ripetitivamente ossessivo, canticchiando "meglio l'alba" da una parte, e "viva il tramonto" dall'altra.
Una trascurabile divergenza di opinioni, pensò il Signor Otto cuocendo le sue uova per colazione. Non aveva ancora capito che una banale opinione avrebbe potuto scatenare una lotta all'interno del pollaio. Una lotta che finì per far odiare sia l'alba che il tramonto, una lotta al cinquanta per cento in cui le prime non si svegliavano se non a mezzogiorno e le seconde non si coricavano se non a tarda notte, che portò le une a dimenticare la bellezza del sole che sorge e le seconde a dimenticare lo splendore del cielo rosa del crepuscolo.
C'era una faccenda che le accomunava: entrambe dimenticarono i loro vecchi amici galli, che vivevano solo pochi giorni, prima di essere uccisi, spennati e bolliti. Perchè questa è la fine che fanno i polli maschi in un pollaio. E in quei giorni i galli vivevano chiusi in gabbia, senza assaporare né l'alba né il tramonto.
La fortuna delle galline di poter vivere un'intera giornata all'aperto e vivere così molte albe e molti tramonti le une insieme alle altre, ognuna in compagnia del proprio galletto, doveva essere considerata un dono.
Il Signor Otto finì di cuocere le sue uova al tegamino e le mangiò.
"ci si salva e si va avanti insieme e non solo uno per uno"
E.B.
Otto Von Fuestenberg






Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2019 alle 17:37 sul giornale del 26 aprile 2019 - 394 letture

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