Una riuscita visita guidata

3' di lettura 11/03/2019 - Racconto di un breve viaggio tra i nostri paesi - Un itinerario per visitare Servigliano e Santa Vittoria in Matenano

Venerdì 8 marzo 2019, in occasione della Festa della Donna, l’Associazione AUSER – Filo d’Argento di Fermo, in collaborazione con lo SPI (Sindacato Pensionati Italiani) e Festa Libertà, ha organizzato una Visita Guidata, in pullman, a Servigliano e Santa Vittoria in Matenano, paesi pesantemente colpiti dal sisma del 2016.
Un’occasione, per molti, di approfondire la conoscenza del nostro territorio ricco di storia e che nasconde infiniti gioielli architettonici, naturalistici e di arte.
Si parte da Fermo alle ore 09,00 occupando completamente i posti disponibili, con al seguito anche alcune auto private per dare la possibilità a tutti i prenotati di poter partecipare. Giornata splendida. Temperatura mite. La Valle del Tenna che scivola tranquilla e seducente dietro i vetri dei finestrini del Pullman.
Tanti i luoghi che si vorrebbero visitare: Grottazzolina, Magliano di Tenna e davanti agli occhi scorre la chiesetta di S. Filippo con la tomba di G. B. Carducci, in alto Belmonte Piceno e Montegiorgio, altro gioiello del Fermano, Falerone e tutti i suoi siti storici ed infine Servigliano dov’è prevista la prima sosta.
Oltre all’indubbio interesse della “Città Ideale” di Castel Clementino, una meta prevista è stata La Casa della Memoria, presso la restaurata stazione del Trenino dei Sibillini, mirabilmente adattata a museo.
E poi una visita al Campo di Internamento e la storia che si dipana dalla Prima Guerra Mondiale e fino ai primi anni cinquanta dello scorso secolo, quando il campo, dopo aver ospitato profughi Istriani, Albanesi, Rumeni e di varia altre nazionalità, viene chiuso.
E l’immancabile riferimento alle popolazioni della Valle che si è prodigata nell’aiuto sia ai tanti prigionieri inglesi e americani che erano riusciti ad evadere sia, successivamente, agli ebrei che tentavano di sfuggire all’Olocausto.
Arrivati a Santa Vittoria in Matenano, il gruppo è accolto presso il Teatro “Il Leone”, dall’Assessore alla Cultura, in rappresentanza del sindaco. E poi è tutto un piacevole girovagare per le vie, sempre interessati a quanto di avvincente la cittadina offre: Palazzo Monti, che ospita attualmente opere d’arte sfuggite ai danni del terremoto del 2016, la Torre Civica dell’Abate Odorisio e come non menzionare il Cappellone Farfense con i suoi affreschi, anch’esso danneggiato dal terremoto ma che una mano divina ha voluto preservare a tutti i costi per testimoniare ai posteri la grandezza dell’arte farfense.
A seguire il pranzo presso il ristorante “Farfense”, ospitati da Giampiero e dalla sua ineccepibile simpatia. Oltre 70 partecipanti coinvolti dall’atmosfera allegra di un incontro che resterà sicuramente, e per molto tempo, un carissimo ricordo. La giornata, prima del rientro a Fermo, si conclude con la visita della chiesa di Santa Caterina e dell’annesso convento delle Monache Benedettine.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2019 alle 11:36 sul giornale del 12 marzo 2019 - 362 letture

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