Essere CODA: intervista a Mauro Iandolo

03/02/2019 - “La musica vibra dentro, il mio corpo danza, la mia anima esplode e mi ritrovo con le parole tra le mani”. Francesco Avvisati

Mauro Iandolo, 36enne di Nettuno (Roma), è figlio udente di genitori sordi segnanti. Lavora come Interprete LIS, Assistente alla Comunicazione ed è performer LIS di alcune tra le canzoni più note del panorama musicale italiano. Tiene workshop in giro per l’Italia in cui insegna a tradurre le canzoni in Lingua dei Segni Italiana ed è Presidente dell’associazione Officina LIS.

1) Cosa significa per te essere CODA?
Per me essere figlio di sordi è motivo di orgoglio.

2) Come hanno reagito i tuoi genitori quando hanno saputo di avere un figlio udente?
Normalmente come tutti gli altri genitori, con la felicità nel cuore senza pensare se fosse stato meglio avere un figlio sordo o udente.

3) Come e quando sei stato esposto all'italiano?
Essendo i miei genitori sordi segnanti, sin dai primi mesi, hanno impostato con me una comunicazione visiva gestuale basata sui segni e vocale. Quindi sono stato esposto contemporaneamente all’italiano e alla LIS.

4) A scuola ti sei mai sentito diverso dagli altri?
Diverso sì ma non in senso negativo, io avevo un super potere, conoscevo la LIS.

5) Da un punto di vista linguistico e culturale ti senti più udente o sordo?
Credo di essere nella “terra di mezzo”. Per certi versi mi sento di lingua e cultura sorda per altri udente.

6) Cosa apprezzi delle due culture e cosa invece ti piace meno?
In realtà non ci sono cose che apprezzo di più o di meno delle due culture. Le vivo entrambe con la stessa voglia di viverle.

7) Hai incontrato delle difficoltà dovute al fatto di essere figlio di sordi? Se sì, quanto hanno influenzato il rapporto con i tuoi genitori?
No, nessun tipo di difficoltà.

8) Sulla base della tua esperienza quali sono i benefici di crescere in un contesto bilingue bimodale (LIS e italiano)?
Molti benefici tra cui avere la possibilità di conoscere 2 lingue e 2 modalità di comunicazione differenti. Inoltre, grazie allo studio della LIS e all’approfondimento dell’arte nella cultura sorda, ho avuto la possibilità di essere il primo performer LIS ad aver realizzato dei videoclip professionali di musica visiva. Ho esordito interpretando “La differenza tra me e te” di Tiziano Ferro.

9) Diventare Interprete LIS: vocazione o senso del dovere?
Nessuno dei due. Sono diventato Interprete semplicemente perché è quello che ho sempre voluto fare sin da piccolo, come anche essere Assistente alla Comunicazione e docente ai corsi LIS.

10) Qual è il tuo motto?
In realtà non ho un vero e proprio motto, semplicemente vivo la vita giorno per giorno raccogliendo tutto quel che di buono sa darmi.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 03-02-2019 alle 19:24 sul giornale del 04 febbraio 2019 - 3055 letture

In questo articolo si parla di musica, cultura, teatro, danza, corsi, associazione, youtube, workshop, elisa, sordità, tiziano ferro, nettuno, videoclip, performer, interprete, articolo, lingua dei segni italiana, Michele Peretti, Assistente alla Comunicazione

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/a3Va





logoEV