L’angolo della Psicologa: “Per riflettere insieme….”

3' di lettura 22/12/2018 - Assistendo alle cronache quotidiane purtroppo dobbiamo constatare che ci sono troppi genitori incapaci di dire No e per questo assalgono docenti e presidi perché tentano di dare regole e divieti, quelle regole che loro non riescono a dare per cui non saranno mai capaci di farsi rispettare!

Vorrei soffermarmi insieme a voi su quanto successo nella una scuola di Gela pochi giorni fa, perché quanto accaduto lì, potrebbe accadere ovunque e sinceramente è un evento che se dovesse ripetersi si caratterizzerebbe come una nota assai perversa del comportamento umano. Vedere i propri figli impegnati in una recita natalizia dovrebbe essere per i più una bellissima soddisfazione per poi tramutarsi in un ricordo indelebile. Già contendersi il posto in prima fila per poter filmare al meglio la recita ha dell’incredibile, perché come in ogni manifestazione o per assistere ad un concerto o ad una prima di teatro che sia, si sa, c’è chi arriva e si mette in prima fila e chi giunge dopo, deve accontentarsi dei posti che rimangono, a meno che non ci sia la possibilità di prenotarli. In questo caso però due donne o meglio due mamme sono arrivate ad usare la violenza fisica accompagnata da quella verbale, coinvolgendo anche alcuni presenti tra cui una bambina vestita da angioletto, sono volati schiaffi, pugni e calci, una lite poi fomentata da amici e parenti. Proviamo ad immedesimarci nei figli di queste due “grandi donne”: io una volta divenuta grande e sapendo quello che mia madre ha fatto in passato per assistere ad una mia recita, mi vergognerei profondamente, oppure potrei sentirmi gratificata. Pensieri questi che non sarebbero altro che il frutto dell’educazione ricevuta. Questi genitori che esempio potranno essere per i loro figli? C’è da averne paura se di questi esempi genitoriali si riempisse il mondo! Assistendo alle cronache quotidiane purtroppo dobbiamo constatare che ci sono troppi genitori incapaci di dire No e per questo assalgono docenti e presidi perché tentano di dare regole e divieti, quelle regole che loro non riescono a dare per cui non saranno mai capaci di farsi rispettare! E poi non meravigliamoci se i il mondo si riempie di bulletti e bulli. Riflettiamo sul tipo di genitori che vogliamo essere, non rimaniamo indifferenti a questi eventi che ci toccano solo nel momento in cui avvengono e poi cadono nel dimenticatoio, comportamenti del genere segnano il futuro dei nostri figli e ci caratterizzano come cattivi genitori, possibile che non si voglia dimostrare di essere bravi educatori ? gli educatori non sono solo i docenti, i catechisti, i presidi, in primis è il genitore la figura chiave che determina la personalità del bambino e il suo comportamento in itinere. Educare non vuol dire proteggere, permettere tutto e di più, ma preparare i nostri giovani alle sfide che il futuro ci riserva. Un consiglio: leggete “L’autorità perduta” di Paolo Crepet, uno spunto di riflessione per tutti!






Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2018 alle 12:52 sul giornale del 24 dicembre 2018 - 927 letture

In questo articolo si parla di psicologia, cultura, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/a2K7

Leggi gli altri articoli della rubrica L'Angolo della Psicologa





logoEV
logoEV