Montegiorgio: Critica teatrale de “Sul ritorno della Vecchia Signora” di Proscenio Lab

4' di lettura 29/11/2018 - Lo scorso sabato, presso il teatro D. Alaleona di Montegiorgio è andato in scena lo spettacolo “Sul ritorno della Vecchia Signora”, grazie alla passione e alla professionalità della compagnia teatrale Proscenio Lab di Porto San Giorgio

Proscenio è un'associazione che si ramifica in Proscenio Teatro, diretta da Stefano Tosoni, e Teatro Ragazzi, diretta da Marco Renzi, con all'attivo in totale quasi novanta allievi; al suo interno troviamo Proscenio Lab ossia la scuola di teatro su cui sabato sera sono stati puntati i riflettori.
Gli allievi del secondo anno di Proscenio Lab hanno portato sul palco dello splendido teatro D. Alaleona di Montegiorgio, questo fantastico spettacolo, grazie alla premura dell'attore Michele Macchini che ha voluto fare un prezioso dono artistico al suo Paese.
La sera precedente, grazie alla gentilezza di quest'ultimo e del regista dello spettacolo Stefano De Bernardin, che ha curato la regia insieme al sopra citato Stefano Tosoni, ho avuto la possibilità di presenziare alla prova generale e neanche per un attimo, durante tutta l'opera, sono riuscito a staccare gli occhi dal palco. Questa rappresentazione teatrale liberamente tratta dall'opera di Friedrich Dürrenmatt: The Visit (Der Besuch der alten Dame, 1956), ha come protagonista una signora anziana arricchita che tornando al suo paese d'origine, offre la possibilità alla popolazione straziata da un ventennio di declino economico, di ricevere un'ingente somma di denaro, ma ad una condizione. Pone infatti agli abitanti del paesino una scelta etica: ricevere, come comunità e come singoli, molti, moltissimi soldi, ma a patto che qualcuno uccida una sua “vecchia fiamma” che in giovane età infamò il suo buon nome, costringendola a fuggire altrove per rifarsi una vita.
Uno dei punti chiave dell'Opera è proprio la mancanza di innocenza di ogni singolo personaggio. Claire Zachanassian, la Vecchia Signora, dedica tutta la vita a preparare la vendetta contro gli abitanti di Güllen, che da giovane la additarono come donna dai facili costumi, per via di una gravidanza non riconosciuta dal compagno; una vendetta che non le permetterà mai di trovare nuovamente l'amore, tanto da farle cambiare mariti in continuazione sfruttando il suo immenso patrimonio. Il compagno stesso, Anton Schil, che non riconobbe la paternità del figlio, pagando due buffi individui per far loro sostenere di aver dormito entrambi in compagnia dell'allora giovane Zachanassian, infamandola così per sempre. E in generale tutti gli abitanti della cittadina, i quali, sapendo che prima o poi qualcuno avrebbe attuato il piano di vendetta della Vecchia Signora, iniziano a indebitarsi, ironicamente proprio allo spaccio di merci della città, gestito dallo sfortunato Anton.
Sarà proprio l'umanesimo però, antropomorfizzato nella preside della scuola, a scagliarsi vanamente contro gli alienati compaesani, ormai indebitati e costretti a seguire le mire inumane della Vecchia Signora. Con il personaggio della preside, credo che l'autore volesse in qualche modo dirci che l'ultima lancia dell'Umanità contro il “Cerbero” del capitalismo sia proprio il debole e inascoltato umanesimo. La recitazione, nonostante fosse solo una prova generale, è stata impeccabile e fluida.
Non sembrava di assistere ad una prova, bensì allo spettacolo stesso. Gli attori del secondo anno di Proscenio Lab hanno infatti interpretato egregiamente i loro alter-ego scenici, spesso passando dall'essere un membro della cittadina all'altro, interpretando più personaggi quasi contemporaneamente: su tutti ho adorato l'interpretazione da parte dei cittadini, del bosco della città, perché tale scelta di fine regia, pone l'accento sull'importanza di non distinguere gli esseri umani dalla Natura che li ha accolti.
Una menzione speciale va alla scelta della colonna sonora, sempre attuale e soprattutto appropriata, che ha saputo dare a scene, come quelle della fuga, un'impronta deliziosamente cinematografica.
Nel caso di una futura data, vi invito a partecipare numerosi proprio come è avvenuto alla Prima di sabato, ma in generale, vi consiglio di seguire i lavori di Proscenio Lab, perché loro sono la prova che la vivida passione per il teatro, unita ad un'ottima regia, basti a creare un'opera emozionante, attuale e professionale.

(Foto di Valerio Bei)








Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2018 alle 17:22 sul giornale del 01 dicembre 2018 - 1800 letture

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