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Vivere le storie: Biofavole

5' di lettura
1810

di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it


Un'altra storia, un'altra vita, un'altra passione. Il nostro percorso nella provincia ci porta in piena Valdaso, per la precisione ad Ortezzano.

Alessandra è un'addetta alla qualità in un’azienda agroalimentare della zona, ha un figlio che inizia ad avere fin dai primi mesi diverse allergie alimentari. Da qui inizia l'avventura dell'azienda agricola BioFavole.

“L'azienda è giovane ma relativamente, perché avevamo già i frutteti di famiglia da generazioni e nel 2010 l'idea di produrre qualcosa coi raccolti balenava già nella mia mente. Per realizzarla però ci voleva un evento, una sorpresa, qualcosa di scatenante. Quando Leonardo ha manifestato le prime allergie alimentari abbiamo realizzato che il nostro futuro fosse davanti ai nostri occhi, appeso ai rami di quei frutteti .
Davanti ad un buon ginseng Alessandra inizia a raccontarmi la storia della sua vita e lo fa con estrema umiltà, quasi sussurrandomelo.

“Abbiamo pensato di riconvertire i frutteti al biologico e abbiamo
avviato l'azienda grazie all’aiuto cdi Augusto, lo zio di mio marito.”

Nel 2016 avviene il fatidico passo e la conversione dei meleti, dei frutteti e di tutto il resto e le prime produzioni di alimenti bio per bambini, rigorosamente per bambini.

“Si rigorosamente, dato che abbiamo visto non esserci nulla in giro che non fosse prodotto dalla grande industria e che quindi mancasse qualcosa creato da un territorio incontaminato, naturale e genuino qua l'è ad esempio, il nostro.
Il nome iniziale poi era un altro: Favole di frutta, ma volevo si capisse che il nostro obiettivo è quello di puntare sulla qualità, così abbiamo lasciato Favole per richiamare il mondo dei più piccoli e unito Bio, per garantire l'originalità e la genuinità di ciò che produciamo. “

Andando avanti nei discorsi le chiedo com'è organizzata ad oggi, l'azienda?

“La conduzione è fortemente familiare, com'è consuetudine nelle piccole imprese dei nostri territori. Io mi occupo della parte amministrativa e commerciale , Augusto dei campi e della raccolta (era in pensione e si è dedicato con tanta passione a questo nuovo ruolo), i miei genitori e i suoceri aiutano in ogni settore, mio marito Fabio (che ha un altro lavoro, è presente nel tempo libero), mentre i miei due figli Leonardo di 4 anni e Greta (1 anno), aiutano nel raccolto del seminato (ride ) e sono i migliori! (ride). “

E cosa producete e come?
“Noi raccogliamo dai nostri campi i prodotti ovviamente non trattati, poi li portiamo in un laboratorio terzista di fiducia che ce li trasforma . Purtroppo il costo per attrezzature e spazi è ancora molto alto, e dobbiamo collaborare; ma cresceremo.
Per ora produciamo: succhi di frutta, puree di frutta, composte, passate di pomodoro, frutta sciroppata e vellutate. Cerchiamo di produrre con la quantità minima di zuccheri, per venire incontro in modo naturale a chi vuole mangiare sano ed equilibrato.“


Poi si passa alle difficoltà incontrate...

“Sono state tante, anche perché prima di lasciare il precedente lavoro ho dovuto chiedere un part-time per occuparmi della nascente attività e dei figli. Le difficoltà più grandi sono nell'andare in giro per farsi conoscere, crearsi ed aprirsi una rete marketing ben funzionante, in quanto richiede molto tempo. Me ne occupo io per ora, ma in futuro dovremo affidarci a qualcuno, questo senza dubbio. Poi gestire tutto in modo familiare non è semplice, ci vuole molta organizzazione, pazienza e devozione, ma non posso lamentarmi, tutti danno una grande mano.”

E quanti ettari di frutteti avete? Quali zone servite nella distribuzione?

“3 ettari in bio distribuiti nel territorio della valdaso. Per ora il nostro mercato di riferimento è quello regionale: siamo arrivati fino all'anconetano, ricevendo un ottimo riscontro, anche se devo spiegare bene ogni tanto dove si trova Ortezzano. Per il resto siamo ben presenti nel fermano e in parte dell'ascolano.”

Però finora i riscontri sono positivi giusto? Mai pensato all'estero o a qualche mercatino nello specifico?

“Assolutamente mi sento soddisfatta di essermi reinventata in questo modo, anche perché avevamo una tradizione di famiglia e sarebbe stato stupido non valorizzarla. Poi ho una qualità della vita maggiore e lascerò qualcosa, spero, di tangibile ai miei figli. Oggi non è facile crearsi un futuro e io magari così facendo, do loro un'idea. Alla domanda sull'estero ti rispondo dicendoti che sono laureata in Lingua e culture per l'impresa, abbiamo già sviluppato l'etichetta bilingue italiano-inglese e quindi direi che manca solo il modo per farci conoscere all'estero, ma lo faremo presto. Mentre i mercatini a cui aderiamo sono pochi dato che ci vogliono persone e tempo e quest'ultimo dovrebbe essere sottratto alle varie attività.”

E qualche novità da poterci svelare c'è?

“Le novità non si svelano mai fino in fondo, altrimenti che novità sono? Però posso dire che stiamo pensando a qualche prodotto con gli ortaggi e soprattutto ci vogliamo attrezzare con una bella sala in azienda per ospitare eventi, laboratori, presentazioni di libri, conferenze ed altro. Finora li abbiamo fatti, anche in collaborazione con le scuole, all'aperto organizzando delle merende e delle mini-visite ma vorremmo fare di più. Anche perché abbiamo l'aria pulita che non si trova in ogni luogo, anzi.

Bene Alessandra, credo che il racconto è stato....

“Aspetta- m'interrompe- stiamo anche aprendo un punto vendita in paese, questa è un'altra novità. Così saremo più raggiungibili. “

Un frutto stava cadendo e lo ha raccolto prima che toccasse terra. Un viaggio che è solo all'inizio di una storia...o meglio di una Favola, bio.

Per info: www.biofavole.it



Questo è un articolo pubblicato il 25-11-2018 alle 16:34 sul giornale del 26 novembre 2018 - 1810 letture