Chi è l'Assistente all'Autonomia e alla Comunicazione? Facciamo il punto.

5' di lettura 24/10/2018 - La diversità che mi fece stupendo. Pier Paolo Pasolini

Esther de Gennaro è Assistente specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione. Sempre in prima linea per il riconoscimento professionale della figura dell’Asacom e per la tutela del diritto allo studio degli studenti con disabilità, è un punto di riferimento a livello nazionale per genitori e colleghi che si rivolgono costantemente a lei per consulenze. Ha creato il gruppo Facebook “Noi Assistenti all’autonomia e comunicazione” che conta oggi oltre 6000 iscritti e sta preparando un blog a esso collegato.

L'intervista:

1) Chi è l'ASACOM?

L’assistente specialistico all’Autonomia e alla Comunicazione è l’operatore socio-educativo che affianca e supporta lo studente con disabilità sensoriale (sordo, cieco, sordocieco), psico-fisica e con disturbo dello spettro autistico. Egli agisce nella compensazione delle difficoltà comunicative e relazionali conseguenti alla condizione di disabilità, favorendo il rispetto del diritto all’istruzione e all’integrazione sociale dello studente con disabilità e agevolando un adeguato rapporto comunicativo.

2) Quali sono le sue mansioni?

Per quanto concerne l’assistenza diretta e il supporto scolastico, l’asacom:

- Coadiuva il personale scolastico e sociale e gli operatori sanitari nell'assistenza dello studente con disabilità;

- Assiste ad personam, in particolare nelle attività scolastiche, relazionali e di studio individuale;

- Realizza attività di supporto all’autonomia, alla comunicazione e all’integrazione;

- Collabora alle attività finalizzate al conseguimento di abilità comunicazionali, linguistiche e relazionali, allo sviluppo dell’autonomia, delle capacità, alla rieducazione, riattivazione e al recupero funzionale.

Per quanto concerne il progetto educativo, l’asacom:

- Partecipa all’individuazione delle politiche inclusive della scuola (PTOF);

- Partecipa all’identificazione del Progetto di Vita dell’alunno;

- Partecipa a tutti i momenti dell’integrazione scolastica;

- Collabora alla redazione del PEI;

- Propone strumenti e metodologie didattiche;

- Illustra le modalità per migliorare la comunicazione diretta e la relazione tra i docenti, alunno e gruppo classe;

- È qualificato per offrire momenti informativi inerenti le metodologie utilizzate per specifica disabilità (ES. Lingua dei Segni Italiana/ Braille/ Malossi/ ABA/ CAA/ Pecs…).

3) Come lo si diventa? Vi sono dei requisiti?

Per l'accesso ai corsi di formazione per Assistente all’Autonomia e alla Comunicazione, oggi è richiesto il diploma di scuola superiore (non è necessaria la laurea) e il compimento del diciottesimo anno di età alla data di iscrizione al corso. Al corso di qualifica professionale per asacom per studenti sordi si accede dopo aver conseguito i 3 livelli LIS.

4) Esistono delle leggi a tutela di tale figura?

La figura dell’asacom non è ancora normata, purtroppo manca una definizione univoca di questa figura professionale su tutto il territorio nazionale, sotto il profilo del ruolo, delle funzioni, delle competenze professionali, dei percorsi formativi, della relativa certificazione e del suo riconoscimento legale ed economico. Circa 2 anni fa con alcune colleghe abbiamo presentato al MIUR una pdl “Assistenti in ATA” con la quale chiedevamo la tutela del diritto allo studio degli studenti con disabilità (l’asacom deve affiancare lo studente dall’inizio alla fine dell’anno scolastico) e il riconoscimento professionale. La nostra figura credo che meriti di essere riconosciuta quanto prima. Purtroppo ogni anno le famiglie e gli alunni con disabilità vivono un forte stato di disagio a causa dei continui tagli al servizio.

5) Qual è la differenza tra ASACOM e insegnante di sostegno?

L’asacom e l’insegnante di sostegno sono 2 figure completamente diverse. L’asacom è un assistente ad personam, ovvero assegnato allo studente con disabilità; l’insegnante di sostegno possiede un titolo polivalente sulla disabilità e viene assegnato alla classe. Ci terrei a precisare che non vi è nessuna normativa che vieti la compresenza delle 2 figure. L’asacom, oltre a fungere da ponte comunicativo, è anche un “consulente”.

6) Chi si occupa dell'assegnazione dell'ASACOM all'alunno con disabilità?

La gestione del servizio di assistenza agli alunni con disabilità è attribuita agli Enti Locali (Città Metropolitana, Comuni). Le ore di assistenza scolastica vengono indicate nel PEI a seconda delle reali necessità dello studente. La scuola e le famiglie inoltrano la richiesta agli Enti locali i quali sono obbligati, secondo la L.104/92, a fornire l’assistente specialistico, in caso contrario verrebbe leso il diritto all’istruzione sancito sempre dalla L.104/92.

7) Quali sono, a tuo avviso, le qualità imprescindibili che dovrebbe possedere l'ASACOM?

Competenze acquisite mediante l’aggiornamento continuo, professionalità, creatività, passione per il proprio lavoro e soprattutto umiltà.

8) Pensi sia importante conoscere la LIS per un ASACOM?

La LIS è una competenza in più che possiede l’asacom. La lingua dei segni viene usata non solo dagli studenti sordi ma anche da studenti con disturbo dello spettro autistico che presentano un grave disturbo del linguaggio e comunicativo e dai bambini con sindrome di Down non vocali. Ritengo sia un’ottima risorsa, ma non è l’unica. L’asacom deve necessariamente essere in possesso di altre competenze per svolgere il suo lavoro. È una figura in continua evoluzione.

9) Qual è invece la differenza tra Interprete LIS e ASACOM?

Sappiamo bene che sono 2 figure completamente diverse anche per quanto concerne il percorso formativo. L’interprete LIS non può affiancare l’alunno a scuola poiché non ne ha le competenze e l’asacom non può sostituirsi all’interprete che opera soprattutto in ambito universitario, televisivo e congressuale. Un’ulteriore distinzione va fatta tra interprete LIS scolastico su richiesta della famiglia e asacom, sono sempre 2 figure diverse.

10) Esiste anche la figura dell’ASACOM sordo?

Sì, l’asacom sordo affianca il bambino nei primi anni di vita sia in ambito domiciliare che scolastico.

11) Cosa ti piace del tuo lavoro?

Ho scelto di lavorare come asacom perché amo lavorare con i bambini/ragazzi con disabilità. Penso ai loro sorrisi, ai loro occhi, alle loro emozioni e soprattutto ai loro progressi. Sì, i loro progressi poiché l’asacom deve aiutare un bimbo a far da solo, ad essere il più autonomo possibile, ad essere protagonista e mai spettatore, l’asacom non deve mai sostituirsi all’alunno. Mi piace il mio lavoro perché mi piace mettermi in gioco, mi piacciono le “sfide”.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 24-10-2018 alle 21:19 sul giornale del 25 ottobre 2018 - 15110 letture

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