Intolleranza al lattosio: quali sono i veri alimenti da evitare?

4' di lettura 14/10/2018 - I consigli della Dottoressa Sonia Bolognesi.

Il lattosio è un disaccaride formato dalla combinazione di due molecole di monosaccaride, galattosio e glucosio, uniti da legame β (1 4) glicosidico.

  • Il glucosio rappresenta un importante fonte di energia e di nutrizione per le cellule
  • Il galattosio è uno dei costituenti principali degli sfingolipidi, interviene nella sintesi degli acidi nucleici e nella formazione dei cerebrosidi essenziali per il funzionamento del cervello e delle glicoproteine del sangue.

Dopo essere stato assunto con la dieta, il lattosio viene idrolizzato a livello intestinale.
Lʼidrolisi avviene ad opera dell'enzima lattasi che si occupa della scissione del lattosio nei due zuccheri che lo costituiscono: galattosio e glucosio.

L’enzima lattasi è codificato dal gene che si trova sul cromosoma 2: l’enzima viene espresso nell’uomo già alla 23°settimana di gestazione e raggiunge la concentrazione massima al termine della gravidanza. L’attività della lattasi resta alta sino al sesto mese di vita poi diminuisce fisiologicamente, fino a ridursi nell’adulto ad un decimo del suo valore alla nascita

Ma in che consiste l’intolleranza al lattosio?

Per intolleranza si intende lʼincapacità di digerire il lattosio a causa di un deficit dell’enzima intestinale lattasi (ipolattasia).

SINTOMI DELL’INTOLLERANZA AL LATTOSIO.

Il lattosio che non viene completamente idrolizzato si accumula nella porzione distale del piccolo intestino determinando insorgenza di diarrea. Il meccanismo dell’insorgenza della diarrea è costituito principalmente dall’azione osmotica esercitata dal lattosio non digerito che causa secrezione di fluidi ed elettroliti all’interno del lume intestinale fino al raggiungimento dell'equilibrio osmotico.

Nel colon il lattosio viene fermentato dai batteri con produzione di metano, idrogeno, CO2 ed acidi grassi volatili determinando quindi flatulenza, distensione addominale e senso di gonfiore; le feci saranno acide per la presenza degli acidi grassi volatili.

I sintomi normalmente compaiono da 30 minuti a 2 ore dall’ingestione di cibo contenente lattosio.

Tipici sintomi dell’intolleranza:

  • Dolori addominali.
  • Borborigmi.
  • Meteorismo.
  • Flatulenze.
  • Diarrea.
  • Nausea e alle volte anche vomito.

Quali sono gli alimenti concessi nell’intolleranza al lattosio!?

Il trattamento cardine dell’intolleranza al lattosio consiste nel restringere la quota dietetica di lattosio, sino alla completa abolizione.

Inoltre è da sottolineare che lʼassunzione di modeste quantità di latte (la maggior parte degli ipolattasici riesce ad assumere 5- 10 g di lattosio in singola dose) insieme a cibi in grado di rallentare il transito intestinale migliora la tollerabilità.

Nellʼintolleranza, è particolarmente utile lʼuso di latte a ridotta percentuale di lattosio ottenuto tramite idrolisi enzimatica, per consentire a tutti lʼassunzione dei nutrienti del latte. Un latte di questo tipo, comunemente chiamato delattosato, non è altro che un latte prescisso, che apporta all’organismo in quantità equimolecolare gli zuccheri semplici costituenti del lattosio, glucosio e galattosio, cui sono riconducibili gli effetti fisiologici del lattosio stesso.

Un altro alimento per intolleranti il lattosio è lo yogurt, in quanto lo Streptococcus termophilus in esso presente produce una β-galattosidasi attiva durante il suo transito nel tubo digerente. Si consigliano pertanto anche gli yogurt ricchi di probiotici; essi sono microrganismi vivi non patogeni e hanno beta-galattosidasi o lattasi intracellulare e possono essere di aiuto nella digestione del lattosio ingerito dall'ospite.

In Italia il Ministero della Salute ha definito i probiotici: “microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per lʼorganismo”.

Alimenti permessi:

  • Latte e latticini: Latte di soya, latte di riso, latti dietetici senza lattosio, yogurt, formaggio stagionato (es. parmigiano).
  • Cereali e derivati: Pane comune (senza aggiunta di latte), pasta, qualsiasi tipo di cereale (riso, farro, avena, orzo, segale, ecc.), fette biscottate e biscotti senza aggiunta di latte, gallette di riso soffiato, grissini e crackers senza aggiunta di latte.

Le persone con deficit di lattosio evitano latte e latticini, rischiando una possibile carenza di calcio.

Ciò a livello osseo ostacola il raggiungimento di un adeguato livello di mineralizzazione nell’età giovanile e favorisce lo sviluppo di osteoporosi in epoca peri-menopausale, postmenopausale e senile.


da Dott.ssa Sonia Bolognesi
biologa-nutrizionista





Questo è un articolo pubblicato il 14-10-2018 alle 12:55 sul giornale del 15 ottobre 2018 - 3238 letture

In questo articolo si parla di attualità, nutrizionista, articolo, Dott.ssa Sonia Bolognesi, biologa

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aZmW