Giovanni Siccone da Rapagnano: il primo Papa Marchigiano

4' di lettura 25/07/2018 - Nel nuovo libro di Fabiano Del Papa, “Storia di un papa onesto”, il percorso che ha portato un umile abitante di Rapagnano a ricoprire il ruolo di primo pontefice marchigiano: Giovanni XVII. La presentazione sabato 28 luglio a Rapagnano

Che Rapagnano avesse dato i natali al primo papa marchigiano sono sostanzialmente i rapagnanesi a saperlo. Può anche darsi che taluni abbiano assunto questa notizia in modo acritico, perché non tutti gli storici, in realtà, sembrano pensarla allo stesso modo, ossia che Giovanni Siccone, Papa Giovanni XVII, sia effettivamente nativo di Rapagnano. Tuttavia, c’è chi è fortemente convinto di questa tesi al punto da aver voluto scriverci un libro: si tratta di Fabiano Del Papa, giornalista di lungo corso, appassionato di viaggi e di storia. Non nuovo ad esperienze editoriali che hanno preso il verso del romanzo o della ricerca storica, Del Papa torna alle stampe con un piccolo ed agile volumetto dal titolo indicativo: “Storia di un papa onesto”. E ripercorre l’esistenza di Giovanni Siccone, detto Sicco, dall’infanzia nelle campagne intorno al Tenna sino all’arrivo nella Città Eterna e alla investitura a Papa Giovanni XVII.
“Del Papa sembra un viaggiatore del tempo: dalle sue parole è come se si trovasse lì, in quella Roma decaduta; è come se conoscesse personalmente Siccone e gli altri papi ed imperatori di cui narra le gesta, a volte edificanti, più spesso riprovevoli; è come se frequentasse la curia romana ed avesse accesso a notizie riservate e pericolose…” si legge nel testo introduttivo curato da Carlo Pagliacci.
Il ritratto che Del Papa fa di Siccone lo caratterizza come uomo pio, dedito allo studio, volenteroso, pacifico, semplice e forse per questo poco in sintonia con l’ambiente papalino dell’epoca, già fortemente incline ai giochi di potere. Un uomo del popolo insomma, nato povero in una famiglia che possedeva poche tavole di terreno lungo il fiume, assurto però, grazie alle sue qualità, al soglio pontificio nell’Anno del Signore 1003 anche se solo per pochi mesi.
La chiave che indirizza Del Papa verso l’origine rapagnanese di Giovanni Siccone sta tutta su una antica lapide, ancor oggi visibile nella Chiesa di San Giovanni Battista a Rapagnano, in cui si legge che “Giovanni figlio di Siccone e di Colomba nacque nel territorio di Rapagnano presso il fiume Tenna. Giovinetto fu condotto a Roma e, ricevuto in casa dal Console Petronio, venne istruito nelle lettere. Di poi nel giugno dell’anno 1003 con il consenso generale fu eletto pontefice. Ma resse la Chiesa per poco tempo, essendosi addormentato in pace nel novembre dello stesso anno per regnare in Cielo”. Dunque, ancor prima dell’ascolano Nicolò IV (1288) cui seguiranno nei secoli, fino all’Ottocento, gli altri papi marchigiani, da Marcello II di Montefano a Sisto V, dai Clemente VIII, XI e XIV ai Pio VIII e IX passando per Leone XII, ad aprire l’elenco dei pontefici nati in terra di Marca è Giovanni Siccone, e la forza di quest’affermazione Del Papa la trova nella citata lapide oggetto di studio di un ecclesiastico di grande vaglia quale fu Stefano Borgia che diede alle stampe, a metà ‘700, una dotta dissertazione sostenendo proprio l’origine rapagnanese di Sicco.
E se non bastasse ciò, Del Papa porta a riprova un’antica credenza popolare secondo cui, nei ricordi dei vecchi rapagnanesi, si parla ancora de “la casa de lu papa”, in contrada Castelletta, e di come si chiamasse, chi stava lavorando nei campi, con queste testuali parole: “daje Siccooo!”.
Insomma, un puzzle ricostruito con certosina pazienza e in modo convincente da Del Papa, condito con osservazioni e riflessioni ironiche che riportano spesso all’oggi, per un titolo che contiene un provocatorio rafforzativo: “Storia di un papa onesto” (Zefiro Edizioni, 2018).
Il libro verrà presentato sabato 28 luglio alle ore 19 presso l’aula magna della Scuola Media di Rapagnano alla presenza del Sindaco, Remigio Ceroni, dell’autore e dell’editore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2018 alle 16:22 sul giornale del 26 luglio 2018 - 402 letture

In questo articolo si parla di cultura, fermo, Zefiro

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