Vivere le storie: Marta Bitti

4' di lettura 15/07/2018 - Un'altra storia di una donna che fa del suo territorio il proprio scudetto da vincere ogni anno.Ho conosciuto Marta tempo fa allo shop della Fermana in Piazza Sagrini, l'ho ritrovata nel palazzetto del Futsal Cobà e ora ve la faccio conoscere con queste parole.

Chi sei e cosa fai?

"Sono Marta, giornalista pubblicista, esperta di social e laureata in Scienze della Comunicazione. Da sempre sono appassionata di calcio, lifestyle, libri e moda. Mi definisco fantasista e ho una passione per tutti i numeri dieci. Sono fidanzata da tanti anni con un ragazzo che lavora in FIGC e che si chiama Alver, con il quale condivido passioni e progetti. Cantastorie per vocazione, sono molto sensibile, leale e romantica, ma al tempo stesso so difendermi e tirare fuori gli artigli per proteggere ciò che amo e in cui credo."

Dove vivi e da dove è iniziata la passione per il calcio e lo sport in generale?

"Sono nata a Montegranaro ma da sempre vivo a Falerone. Amo le mie radici solide ed il territorio marchigiano con tutte le sue sfaccettature, così come al tempo stesso la mia natura curiosa ed entusiasta mi porta a viaggiare e cercare di scoprire sempre nuovi posti, atmosfere e persone. Ho iniziato ad appassionarmi al calcio grazie a mio padre che era uno dei calciatori più bravi e conosciuti della regione. In seguito i pomeriggi passati a giocare al campetto con gli amici, l’adorazione sviluppata per Roberto Baggio e la pratica da segretaria e giornalista nella squadra del mio paese (la Folgore Falerone) hanno fatto sì che scegliessi un corso di studio ed una specializzazione idonei a rendere ciò che era nelle mie corde il lavoro della mia vita."

Che ruolo ricopri nelle società? Ti occupi di comunicazione e marketing?

"Da anni mi occupo come Addetta Stampa e Responsabile della Comunicazione di diverse società calcistiche del territorio, che cerco di valorizzare al massimo grazie all’empatia, alla puntualità, alla cura dei dettagli e all’esperienza. Mi relaziono con gli organi di stampa, curo la rassegna quotidiana, cerco di rendere speciale e attraente l’evento partita. Con il marketing mi interfaccio volentieri quando cerco di aumentare credibilità e appeal dei brand per cui lavoro, offrendo riscontri di visibilità e studiando strategie e campagne ad hoc per emozionare e colpire l’attenzione di chi ho di fronte."

Come ti trovi con i giocatori?

"Con i giocatori, i dirigenti e lo staff sviluppo sempre un rapporto fatto di grande condivisione ed amicizia sinceri, senza mai sottovalutare professionalità e rispetto dei ruoli. Si ride e si scherza quando è il momento, ma quando c’è da impegnarsi e lavorare sono un martello e cerco di non lasciare nulla al caso. Mi piace che il clima sia sempre sereno e collaborativo, ma in alcuni momenti so essere esigente e pragmatica oltre ogni immaginazione."

Quali sono le difficoltà e le cose più positive?

"Le cose più positive sono le relazioni che si instaurano tra i vari componenti e la possibilità di vivere da vicino stadi, eventi sportivi e personaggi che un tempo sognavo e potevo ammirare solo in TV e sui giornali. E’ straordinariamente motivante mettere alla prova ogni giorno le proprie competenze e conoscenze, confrontarsi con eventi, colleghi e professionisti su tutti i fronti e provare a dare una linea di sostanza e di valore alla squadra che si rappresenta. Il rovescio della medaglia è che il tempo libero è molto poco e le energie vengono costantemente prosciugate, dalla ricerca e dalla pratica. Nulla comunque che una bella vacanza o una compagnia attenta, affettuosa e partecipe (come ho la fortuna di avere io) non possano rimediare. E poi, quando si fa ciò che si ama, lavorare pesa sicuramente molto meno e le soddisfazioni valgono assolutamente di più."

Progetti futuri?

"Resterò in questo mondo cercando con le mie capacità di costruire “belle storie” intorno alle squadre che seguirò. Il mio sogno, tra qualche anno, sarebbe poter arrivare in Serie A e in Nazionale. Inoltre, proprio in questo periodo, insieme al mio ragazzo stiamo valutando la possibilità di creare un progetto di informazione e cultura sportiva che unisca le nostre due anime. Più poetica e sognatrice la mia, più concreta e rigorosa la sua, unite dal Comun denominatore di un grande amore per il pallone, il micromondo che lo circonda ed un certo modo di interpretare la vita che ci rispecchia e ci motiva a creare qualcosa ad hoc."

Grazie Marta e al prossimo Gol.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 15-07-2018 alle 12:09 sul giornale del 16 luglio 2018 - 3713 letture

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