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P.S.Elpidio: Mauro Tosoni: l'odio e le discriminazioni politiche non troveranno MAI spazio a Porto Sant'Elpidio

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di Keti Iualè
redazione@viverefermo.it


Sulla stampa e sui social si continua a parlare dell'esclusione di Francesco Pacini dal confronto organizzato da CGIL e CISL

Come ricorderete il candidato sindaco di Casapound Italia non è stato invitato all'incontro programmato per il 6 giugno a Villa Baruchello. Mauro Tosoni, figura di lungo corso della politica locale nonchè designer di calzature e milite della Croce verde, fuori dalla competizione per le elezioni del 10 giugno si è espresso su quanto accaduto."Porto Sant'Elpidio ha sempre ripudiato l'odio e la violenza politica. Qui “rossi e neri”, (esempio su tutti, io e l'amico e compagno Remo Tomassini ) nonostante le divergenze, nonostante le discussioni, .anche animate, hanno sempre potuto coltivare rapporti umani e talvolta persino scelte politiche locali, spesso anche visibilmente condivise, non ultima “Piazza Pulita“, tra sel (Federico Costantini) e la destra di Storace (io), scesi in piazza insieme dopo un lungo periodo di manifestazioni ed eventi condivisi. Mai avremmo pensato che nel 2018, in questa città un candidato sindaco dovesse subire una esclusione da un confronto pubblico. Mai avremmo immaginato, dopo tanti anni dalla fine degli anni di piombo, di dover rivivere prevaricazioni e prepotenze di questo tipo. Esclusione di un gruppo di ragazzi, tra l'altro, il cui comportamento democratico e pacato in questa campagna elettorale è stato riconosciuto da tutti. Ed è stato bello in effetti, quasi commovente, vedere tante persone, di ogni opinione politica, sui social, ma anche nei bar, nelle botteghe, mostrare indignazione all'indomani di un simile fatto. Un gesto, che a ben vedere, si configura come l'esatto perpetuarsi di un rancore, di quell'odio acuminato e profondo che nel 1975 induceva, nel consiglio comunale di Milano ad applaudire e festeggiare all'arrivo della notizia della morte, dopo 47 giorni di agonia, di un ragazzo, Sergio Ramelli, colpevole di essere un militante del Fronte della Gioventù. Sergio aveva 17 anni quando fu aggredito da balordi coperti da fazzoletti rossi, che con le chiavi inglesi gli fracassarono il cranio, sotto casa al ritorno da scuola. Erano gli anni in cui dal “con i fascisti non parliamo” (frase utilizzata in questi giorni) si passò brevemente al “uccidere un fascista non è reato”. Ecco perché tutto questo è raggelante. Sergio, un martire simbolo della stupidità che si trasforma in assassinio. All'epoca i nostri riferimenti politici ci esortavano a resistere, a non cedere all'odio. Avevamo un solo sogno che diventò promessa fatta a noi stessi: i nostri figli non avrebbero dovuto conoscere quei torti. Ecco perché ha fatto male assistere a questa prevaricazione. Ecco perché siamo stati felici di ascoltare la condanna da parte di tutti i candidati sindaci, due dei quali sembrano poi aver deciso di non disertare il confronto. Poco importa. Possiamo comprendere e rispettare la loro scelta se la condanna è sincera, sentita. C'è solo un modo per dimostrarlo. Si impegnino i candidati sindaci di questa città, ad affermare per sempre un concetto: l'odio e le discriminazioni politiche non troveranno MAI spazio a Porto Sant'Elpidio. Questa città è pronta a intitolare una Via a Sergio Ramelli, come a Milano, Verona, Chieti, Brescia, Como, Arezzo, Rovigo, Sanremo, Crotone, Ragusa, Perugia, Modena e molte altre, perché, specialmente i più giovani non dimentichino il sacrificio di questo ragazzo, che insieme a molti altri fu vittima di un'odio politico che vorremmo sia cancellato per sempre."



Questo è un articolo pubblicato il 20-05-2018 alle 23:33 sul giornale del 21 maggio 2018 - 3083 letture