L'interprete sordo: intervista a Riccardo Ferracuti

4' di lettura 08/05/2018 - Parte terza.

3) Nel nostro paese esiste un percorso formativo per interpreti sordi?

https://youtu.be/ljG6DrfCaM8 (risposta in LIS)

In Italia non ce ne sono, in America ce ne sono tantissimi, già da molto tempo. Conosco alcuni sordi interpreti italiani che hanno voglia di imparare, sono venuti anche in America con borse di studio e qualcosa hanno appreso. Partecipano a convegni EFSLI (European Forum of Sign Language Interpreters), hanno le potenzialità ma in Italia non hanno l’opportunità di formarsi e di lavorare in questo campo. Un gruppo mi ha chiesto di formare docenti sordi o interpreti sordi ma io non me la sono sentita di accettare perché non è facile lavorare insieme, soprattutto con gli udenti. Non me la sento. Comunque non voglio toccare questo argomento e preferisco non parlarne.

4) In Italia gli interpreti sordi possono iscriversi a una delle due associazioni di categoria (ANIMU e ANIOS)?

https://youtu.be/gXtpth07SNU (risposta in LIS)

In Italia ci sono due associazioni: ANIOS e ANIMU. ANIMU la conosco pochissimo. ANIOS un po’ di più. Già tantissimi anni fa ANIOS mi chiese di entrare nell’associazione e io risposi che non avevo niente in contrario. Alla fine non se ne è fatto più niente. Ho riflettuto sul fatto che per qualificarmi come interprete professionista avrei dovuto affrontare un esame. Chi mi avrebbe esaminato e valutato? Non ci sono esperti in questo campo. In più l’interprete sordo lavora con i sordociechi e in Italia sono gli udenti a occuparsi di questo settore. Come socio volontario forse potrei entrare ma come professionista non credo proprio. Penso che i tempi non siano ancora maturi.

5) L'Italia non ha ancora riconosciuto la LIS (Lingua dei Segni Italiana). Qualora accadesse, cosa pensa cambierebbe al ruolo professionale che ricopre?

https://youtu.be/Bjvw205ZVv0 (risposta in LIS)

Beh, intanto il lavoro aumenterebbe tantissimo. Sicuramente. Il mio timore è che non ci siano abbastanza interpreti udenti qualificati. Sono pochissimi, soprattutto rispetto all’America. Seconda cosa: anche i sordi interpreti sono pochi. Ce ne vorrebbero di più. Terza cosa: i docenti sordi di LIS. Alcuni insegnano veramente con passione, altri lo fanno soltanto per interesse e non insegnano bene. Tuttavia si può sempre migliorare. Il problema più grande, se approvassero la LIS, è che tutte le scuole pubbliche e private comincerebbero a organizzare corsi di Lingua dei Segni. I docenti sordi sono pochi e sicuramente anche gli udenti dovrebbero insegnarla. Questo io non lo accetto. Gli udenti che insegnano la LIS, assolutamente no! In America hanno fatto tante battaglie per questo motivo. Molti udenti insegnavano la ASL mentre adesso sono sempre meno. In Italia c’è ancora troppa confusione, sia nel governo che all’interno dell’ENS, l’Ente Nazionale Sordi. Non so come andrà a finire, sarà una guerra. Sarei molto fiero se approvassero la LIS, però poi dovrebbero approvare anche la LIS tattile. Ancora stiamo a questo punto, proprio non capisco. La LIS tattile, l’ho detto, è uno strumento, la vera lingua è la LIS. Diventa tattile perché c’è un contatto con le mani, solo per questo. In America né l’ASL né l’inglese sono riconosciute come lingue ufficiali però si va avanti lo stesso perché si hanno idee chiare e obiettivi ben precisi. In Italia invece c’è ancora tantissima confusione e questo mi dispiace. Da una parte sono contento del riconoscimento ma dall’altra dico meglio di no perché i sordi devono essere preparati e avere le idee chiare. Non devono permettere agli udenti di superare un certo limite. Gli udenti devono fare gli interpreti e basta. Se mi serve un interprete, lo chiamo, lo pago bene e finisce lì. Invece in Italia i sordi non vogliono pagare gli interpreti udenti e così alimentano un circolo vizioso che genera soltanto confusione. Questo accade perché i sordi non hanno le idee chiare riguardo al ruolo dell’interprete e all’etica professionale, a differenza dell’America dove ci sono corsi ad hoc in cui si insegna molto bene tutto ciò. In Italia i sordi hanno iniziato a discutere del significato di etica solo di recente e attraverso facebook. Ecco perché ci vorranno ancora alcuni anni. Mi dispiace, non voglio sembrare negativo. Io amo la LIS, è la mia prima lingua e ne vado fiero. Tuttavia penso che bisogna darsi un freno e non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo ché poi tornare indietro non è facile.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 08-05-2018 alle 21:32 sul giornale del 09 maggio 2018 - 3502 letture

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