Vivere le Storie: Alicia e l'amore per la ludicità

6' di lettura 18/02/2018 - Oggi vi portiamo dall'altra parte del globo per un attimo, per poi ritornare da noi e narrarvi una bella vicenda che ha permesso di creare sul territorio un baluardo, una fortezza: il gioco è amore.

Alicia nasce in Argentina, da una famiglia di origini italiane, il nonno era di Monterubbiano mentre la nonna di Monte San Giusto.
Frequenta scienze della Formazione Primaria e si laurea abilitandosi per l'insegnamento in sud America. Si getta subito nella mischia dell'educazione fondando una compagnia chiamata “Teatro de la Esquina”, a Mar dela Plata diretta ai ragazzi. In collaborazione con vari enti locali come comuni e scuole, inscena uno spettacolo per ragazzi basato sul “gioco” con cui gira il paese. Dalla sinergia tra le due attività, quella d'insegnante e di teatrante, sviluppa la sua passione per la ludicità. La sua attività prevede giochi interattivi col pubblico e mai staticità senza una logica.
A quei tempi però l'Argentina viveva una profonda crisi economico-sociale e anche lei con la nascita poi del secondo figlio, ha dovuto rivedere l'organizzazione delle proprie aspettative. Alicia ha dovuto compiere una scelta complicata, o stare con suo figlio e lasciare momentaneamente l'insegnamento arrangiandosi con altri lavoretti, oppure pagare una tata giornalmente. Ha deciso per la prima opzione e contemporaneamente ha svolto anche quattro lavori mentre accudiva il secondogenito. La situazione però non migliorava molto nonostante i tanti sacrifici e lì' comincia a balenare nella mente sua e del marito, l'idea di emigrare.
“Mi sono fatta questa domanda: posso garantire un futuro prosperoso e vivibile ai miei figli qui? O emigrare dove?"
Ovviamente l'Italia chiamava affettuosamente e con molta attrazione materna.
Qui entra in gioco il nonno di Alicia, persona riservata e silenzioso, che si trasforma in un ricordo nitido nella mente: quel pomeriggio di tanti anni prima, quando mentre si trovavano nell'orto a mangiare fave il nonno per la prima volta e con estrema sorpresa della nipote, si mise a raccontare della sua terra natia.
I nonni erano emigrati ognuno per proprio conto e lì in Argentina si sono conosciuti ed hanno dato vita ad una profonda storia radicata. Quel pomeriggio Alicia ha interpretato i racconti del nonno, che mai si era aperto con gli altri nipoti, come un segno che ritornava verso di lei e che li spingeva a Fermo e nelle Marche. Destino volle a quel punto, che al marito giunse un'offerta di lavoro proprio nel belpaese e partì. Alicia arrivò più tardi con i figli dopo un viaggio aereo infinito, tra scali e atterraggi rocamboleschi. Giunta in Italia girò qualche città col marito che veniva mandato in varie zone, ma poi si stabilirono a Fermo e l'unico pensiero che Alicia aveva, era di ritrovare la sua famiglia d'origine. Si mise sulle loro tracce con gli appunti del nonno e una foto di sua cugina nelle tasche, fin quando li trovò e bussò alla loro porta. Quando gli aprì proprio la cugina e le mostrò la foto, si fece subito una grande festa con salumi, prodotti caserecci e tanta gioia tipica delle famiglie umili marchigiane.
“Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché, anche mio marito aveva origine italiane del Friuli e quando ritrovò la sua famiglia originaria, non ci fu quella gioia che ho provato io a Fermo.”
Ritrovata la famiglia allargata si stabiliscono a Fermo, dove vengono aiutati ad inserirsi sia lei che i figli. Alicia inizia ad insegnare in corsi di formazione per insegnanti e gira dei mercatini itineranti con sue produzioni di oggetti in legno; inoltre si apre a collaborazioni e frequentazioni importanti. Contestualmente fonda l'Associazione Centro di Ricerche culturali con cui fa teatro di strada e organizza spettacoli ed eventi, come la Festa delle Befana a Fermo per undici anni consecutivi, in stretta sintonia coi servizi sociali del comune. Lavora molti anni nella ludoteca di Santa Petronilla e si specializza in Musicoterapia, muove la sua passione per il gioco entrando in vari ambiti sociali come terapeuta e nel mondo della disabilità. La Ludicità è il denominatore comune della sua vita, la sua vera passione tanto da insegnarla ad animatori sociali per ragazzi o per la terza età e musicoterapeuti. Nel 2011 scrive anche un libro intitolato “Giocare è una cosa seria”, col quale arriva anche in vari stati del mondo tra cui Cuba, Messico, Spagna, Uk dove viene chiamata a tenere anche dei corsi.
Nel 2016 fonda la Ludic che svolge le attività al San Carlo di Fermo, un'associazione variegata che s'interessa di arte, musica, cultura. Qui organizza il corso per Tecnico in Ludicità Consapevole, primo in Italia con questa metodologia da lei creata che dura dieci mesi, aperto a tutti con lezioni una volta al mese nei weekend.
“Ho già proposte per farne partire altri in varie parti d'Italia!”, commenta ancora Alicia.
Insomma una donna che non è rimasta certo a girarsi i pollici una volta giunta nel fermano, anzi. Le chiedo per l'appunto, che territorio ha trovato al suo arrivo e com'è cambiato oggi nel 2018.
“Ti dico che quando sono arrivata, ho notato subito che c'era tantissimo lavoro da fare, come ancora adesso, ma capii immediatamente le potenzialità e le risorse che qui ci sono spesso nascoste. Soprattutto per i più piccoli vi sono tante opportunità da cogliere e sperimentare per migliorare l'educazione. Ho lavorato tanto e ho visto un forte cambiamento di mentalità che sta ancora avvenendo. I tempi qui sono rallentati, tutto avviene piano piano, ma avviene. Ho conosciuto genitori grintosi e volenterosi che si son messi in gioco apertamente; ho collaborato e collaboro con tante persone intelligenti e capaci come Moschini, Macchini o Tania Montelpare.”
L'ultima cosa di cui parliamo e a cui Alicia tiene molto, sono le giornate Dire giunte alla 3° Edizione.

“Dire sono giornate in cui ci si immerge nella natura, precisamente nel B&B La Casita a Santa Vittoria in Matenano e dove si lavora su dinamica, interazione ritmica, espressione in tante forme e ludicità. E'a iscrizione limitata e si tiene a Luglio, quest'anno il 20-21-22. Altro luogo interessato sarà Palazzo Monti, affascinante struttura storica del paese. Vi saranno insegnanti di fama mondiale tra cui:
Carla Fonseca, specializzata in metodo Dalcroze in scena direttamente dall'Argentina, Giovanni Gargani musicista e io che farò Ludicità consapevole. Un bell'appuntamento a cui suggerisco in tanti di partecipare.”

Poco altro da aggiungere, senon che la vita in fondo bisogna saperla prendere come fa Alicia da decenni: giocando in modo serio.

Per informazioni: www.ludic.it


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 18-02-2018 alle 16:38 sul giornale del 19 febbraio 2018 - 1226 letture

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