Maine Coon: il gatto "cane"

1' di lettura 13/02/2018 - Discreto ma sempre presente, intelligente e fiero, affezionato e pronto a dimostrarvelo chiaramente, vi segue come un'ombra cercando la vostra compagnia, obbligandovi a guardarlo e a scoprirne la seduzione. Martine Allain

Il nome Maine Coon racchiude in sé l'origine di questa razza. "Maine" in quanto originario del Maine (Stati Uniti) e "Coon" (per somiglianza con l'orsetto lavatore, racoon in inglese). Secondo la leggenda fu il prodotto di un incrocio tra gatti selvatici dell'America del Nord e procioni. Per quel che riguarda l'origine genetica pare si tratti invece di un incrocio tra gatti a pelo lungo (angora o gatti delle foreste scandinave) portati dall'Europa sino agli Stati Uniti e gatti selvatici nordamericani simili a linci. Ne sono una dimostrazione i caratteristici ciuffetti di pelo al centro delle orecchie. Dal gatto selvatico americano e dai gatti nordici, il Maine Coon avrebbe ereditato un corpo massiccio e una grande resistenza fisica e mentale che gli consentirebbe di sopravvivere anche in condizioni climatiche piuttosto rigide. Dall'angora, invece, avrebbe ricevuto il pelo folto, la grazia nei movimenti, l'intelligenza e la notevole socievolezza che lo rendono un gatto fuori dal comune. Il Maine Coon appare estremamente attraente per mole e per carattere. L'armonia del fisico si sposa bene con l'equilibrio mentale che lo vuole calmo, privo di sbalzi di umore, giocherellone e di facile compagnia proprio come un cane. Grande chiacchierone, è solito richiamare l'attenzione emettendo un particolare "squittio". Spirito indomito, predilige la vita all'aria aperta ma non disdegna il tepore del focolare domestico. Il folto mantello è idrorepellente e necessita di minor cure rispetto a un qualsiasi altro gatto a pelo lungo.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 13-02-2018 alle 17:13 sul giornale del 14 febbraio 2018 - 5759 letture

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