Montegranaro: revoca sciopero lavoratori della ATI Onofaro-Caruter

2' di lettura 02/02/2018 - Il punto dell'assessore Roberto Basso.

Alla fine grazie al confronto - e senza strumentalizzazioni - la situazione dei lavoratori della ATI Onofaro- Caruter si è risolta con la revoca dello sciopero. Come Amministrazione siamo soddisfatti che azienda, sindacati (che hanno svolto pienamente le proprie funzioni) e lavoratori (che legittimamente avevano sollevato un problema) siano riusciti a trovare una soluzione. Da parte nostra, essendo ben altre le competenze dell'ente, c'è stato sin da subito l'invito ad esporre le problematiche in essere e a lavorare per garantire un servizio fondamentale. Quanto alle polemiche sollevate a partire dalla scorsa settimana (polemiche che imputavano al Comune inesistenti ritardi nei pagamenti delle fatture) è a dir poco sorprendente come queste siano state poi ritrattate. Addirittura l'attenzione è stata spostata sul fatto che lo stesso Comune ha pagato le fatture “troppo presto” rispetto a quanto previsto dal contratto. Un cambio di stragegia, da parte di Gismondi e Lucentini, che, ancora una volta, dimostra come il loro obiettivo non sia quello di affrontare e risolvere i problemi per il bene della città, ma piuttosto gettare fango sull'operato dell'Amministrazione. Lo testimonia soprattutto la mancanza di approfondimento della questione da parte dei due che, proprio in qualità di consiglieri comunali, prima di convocare conferenze stampa avrebbero potuto richiedere l'apposita documentazione agli uffici comunali. Perché se un dipendente di un'azienda esterna viene da me, in qualità di assessore prima verifico i fatti e solo poi mi adopero, nei limiti previsti dal mio ruolo, per la ricerca di una soluzione. Quello che sorprende in negativo è anche come nel recente passato proprio i due consiglieri, nelle vesti di sindaco e assessore, oggi paladini a parole dei diritti dei lavoratori, abbiano dimostrato uno scarso interesse per circostanze ben più rilevanti che hanno toccato cooperative e ditte esterne durante il loro mandato amministrativo, facendo accumulare centinaia di migliaia di euro di debiti, forse non consapevoli che anche in quel caso dietro c'erano le vite di donne e uomini che, in quelle cooperative e ditte esterne, lavoravano. Chiudo definitivamente evidenziando come se proprio quello praticato da Gismondi e Lucentini sia il famigerato modello di “gestione aziendale” a cui dovrei ispirarmi, preferisco umilmente rimanere un piccolo tecnico di campagna, prendendo lezioni da chi ha così ben amministrato la città negli anni passati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2018 alle 18:18 sul giornale del 03 febbraio 2018 - 435 letture

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