Accoglienza del nuovo arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio

3' di lettura 03/12/2017 - Nominato alla Sede diocesana di Fermo il 14 settembre è stato ordinato vescovo il 25 novembre scorso, entra nel servizio come guida e padre spirituale per i 270 mila fedeli residenti in 58 comuni del Fermano, dell’Ascolano e del Maceratese.

Il nuovo Presule Fermano, nato a Grottole di Matera nel 1963, è sacerdote dal 1998, economo della Conferenza Episcopale Italiana e Parroco a S. Pio X a Matera. Accolto dalla popolazione festante, dai sindaci dei territori, dalle autorità della città, da 240 tra presbiteri e diaconi e da 14 prelati di tutta Italia, anche di Matera, mons. Rocco inizia il suo mandato di apostolo con la solenne celebrazione dell’Eucaristia. Nel prendere possesso, bacia la reliquia della Croce santa, prega davanti al tabernacolo del Santissimo Sacramento. All’inizio il cancelliere legge la bolla papale di nomina datata 14 settembre di Papa Francesco. Il segno della nuova funzione vescovile, il bastone pastorale gli viene consegnato dall’amministratore apostolico mentre il coro canta: “Il Signore è il mio pastore!” L’arcivescovo emerito, Luigi Conti abbraccia il suo successore e con il salmo gli augura felicità e grazia come compagne nel viaggio con noi e tra di noi. Gli giurano fedeltà per voce del vicario generale Pietro Orazi i sacerdoti diocesani, leggendo le riflessioni di Sant’Agostino sul ruolo del pastore e conclude: “Ti promettiamo di essere una sola cosa con te affinché tu sia una sola cosa con Cristo”. Monsignor Rocco è emozionato e si deterge una lacrima. A giurargli fedeltà sono anche i diaconi che promettono unione con Cristo nell’amore. A nome dei religiosi e delle religiose con diocesane la badessa delle benedettine fermane promette che lo aiuteranno con la preghiera e con l’essere segno luminoso del Regno. Una coppia di sposi promettono di ascoltare la parola di salvezza e di offrire la propria vita in sacrificio vivente gradito a Dio. Presenti anche alcune confraternite. Nella prima omelia dalla cattedra Fermana, l’apostolo avvia il nuovo anno liturgico che riporta l’esperienza reale di Cristo che viene a salvare. Siamo invitati a sempre nuovo slancio nel cammino verso la Pasqua di Cristo che viene prima con i panni del bimbo poi si avvia alla croce e alla risurrezione. Nella seconda venuta porterà la pienezza della gloria. Mons. Rocco esorta ad attendere la venuta del Cristo con desiderio e con amore, decisi in modo perentorio ad odiare tutto il mondo del peccato per avvicinarci a lui che ci chiede di essere attenti nel valutare ogni accadimento come orientamento verso di lui. La quotidianità è il luogo ordinario in cui il Signore ci rende santi in questo tempo di grazia con i carismi personali. Nel suo stemma è dominante in alto la croce dorata radiosa in campo azzurro e lo spazio sottostante è diviso tra il rosso con il rosone della cattedrale delle Murge e il verde con i simboli di San Rocco. Il motto assicura: “Ti basta la mia grazia”. Nel messaggio che rivolge ai Fermani li saluta: “Cari amici”. Ringrazia tutti anche le persone care di Matera: i genitori presenti con il vescovo e i fedeli. Dice che i nostri sono tempi di prova con il Signore crocifisso di cui siamo immagine siamo fiduciosi che la sua grazia ci basta. Vuole essere amico dei giovani che con lui vogliono confrontarsi. Chiede di essere sostenuto con le preghiere e da parte sua si impegna a farlo. Si affida e ci affida alla compagnia della Madre celeste. Dopo la celebrazione in cattedrale si svolge il dialogo con le persone al Fermo Forum. Domenica 3 dicembre l'arcivescovo sceglie di dedicare la Messa mattutina ai sacerdoti anziani. Nel pomeriggio si è recato tra i terremotati ad Amandola convinto che dove le persone soffrono c’è bisogno di condivisione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-12-2017 alle 15:16 sul giornale del 04 dicembre 2017 - 954 letture

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