Antigone Marche: "Il carcere di Fermo tra problemi strutturali e apertura"

istituti penitenziari 2' di lettura 02/12/2017 - Sovraffollamento e mancanza di spazi adeguati, i punti deboli. Più interscambio con l'esterno e una sorveglianza dinamica che dà buoni risultati, gli elementi di forza. E' la fotografia dell'istituto penitenziario visitato, il 24 novembre, dalle volontarie dell'associazione regionale

Sovraffollamento, carenze strutturali, ma maggiore apertura ad una città che si dimostra a sua volta più accogliente e una sorveglianza dinamica che, nella parte della reclusione, dà riscontri positivi. È la fotografia scattata dalle volontarie dell'Osservatorio di Antigone Marche che, lo scorso 24 novembre, hanno effettuato la visita nella Casa di Reclusione di Fermo.
I detenuti presenti al momento della visita erano 59, quando i posti regolamentari sono 41 (per la capienza regolamentare la fonte è il Ministero di Giustizia: www.giustizia.it). Un tasso di affollamento che nelle settimane passate era addirittura ben più alto, con una popolazione reclusa arrivata a toccare le 73 presenze.
Gli spazi ridotti e le geometrie irregolari rappresentano una delle maggiori criticità dell'Istituto in quanto ogni attività della vita quotidiana, dalle attività ricreative alla scuola, dai colloqui con i parenti a quelli con avvocati e magistrati, fino alle visite mediche, risente dei rilevanti limiti strutturali dell'ex convento del fermano adibito a carcere negli anni '30. Un elemento, questo della carenza di adeguati spazi, che però non è nuovo, purtroppo. Quello che, invece, è cambiato rispetto al passato, assumendo contorni del tutto positivi, è l'apertura più accentuata della struttura al territorio, con una maggiore integrazione tra la comunità ristretta e libera e un buon numero di volontari e corsi all'interno del carcere.
Altro elemento importante da sottolineare, così come emerso dalla visita, è quello relativo alla sorveglianza dinamica, ovvero un approccio basato meno sul controllo continuo e costante della persona reclusa e su una sua maggiore autonomia all'interno della sezione. Applicata per la "sezione reclusione", la sorveglianza dinamica sta dando riscontri positivi ed è, per questo, ormai metabolizzata dagli operatori, mettendo d'accordo sia l'area educativa sia gli operatori della sorveglianza.
Diversa, invece, è la situazione delle persone che si trovano nella sezione circondariale che, ad oggi, vista la collocazione delle camere di pernottamento, non fruisce di questo tipo di sorveglianza più aperta.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2017 alle 00:20 sul giornale del 02 dicembre 2017 - 1616 letture

In questo articolo si parla di attualità, carcere, antigone marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/aPvU





logoEV
logoEV
logoEV