Vivere le storie: Sonia la sibilla delle erbe

4' di lettura 20/11/2017 - Maria Sonia Baldoni da Jesi è uno dei fondatori di un movimento sociale che è in rapida crescita e sta diventando internazionale. Questo movimento offre un approccio unico alla vita sostenibile in armonia con l'ambiente.

Il nome del movimento è casa delle Erbe http://www.casedelleerbe.it. Oggi esistono

una quarantina di sedi in tutta Italia. Quest'anno le case Case delle Erbe si stanno diffondendo in Romania e Cile.

L'idea è nata nel 1990 a Capracotta, un villaggio di montagna situato a 1.400 metri di altitudine in Molise. Questo era un posto senza economia, senza il turismo e l'unica cosa che il paese aveva era un'abbondanza di natura. Maria Sonia ed altri colleghi hanno deciso di studiare gli usi storici di piante selvatiche nella zona, e poi hanno imparato a raccogliere le piante. Da questa base semplice il movimento è cresciuto. Ogni Casa delle Erbe in Italia è diversa, ma tutti condividono lo stesso stile di vita. La raccolta delle piante selvatiche è l'attività centrale e tutto il sistema funziona come una sorta di cooperativa.
'C'è sempre più la domanda di prodotti a base naturale e vegetale,' spiega Maria Sonia.
Imparare a riconoscere e raccogliere piante selvatiche, e onorare la terra, è la base del delle case delle Erbe.
Si sviluppano tutto intorno ad esse delle attività parallele, come corsi vari. Ogni Casa Delle Erbe deve essere sempre aperta, quindi se il proprietario va via, un'altra persona dalla rete subentra e qualsiasi membro può organizzare un evento in qualsiasi delle case nella rete. Chiunque può aderire e lavorare per raccogliere le piante.
Ma come si è arrivati ad Amandola?
Sonia arriva sui Sibillini stabilmente come residente il 28 novembre 2016 ma dal 2012 li frequentava assiduamente. Fabrizia Corradini e Peppe Millozzi le danno una mano e l’aiutano a trovare l’attuale casa delle erbe in frazione Callugo. Lei era venuta a Naturalia( manifestazione di prodotti naturali e vegetali che si tiene ad Agosto a San Ruffino) tempo fa’ come ospite col banchetto di erbe e li Fabrizia grazie al figlio che le ha attirato l’attenzione, le ha parlato la prima volta. Addirittura un libro esce su di lei: la Sibilla delle erbe curato da Michele Meomartino. Lei si innamora della zona e vuole approfondirla, così durante un'edizione di Diamanti a tavola inaugura la prima raccolta delle erbe nelle 4 stagioni, ma c’è poca partecipazione. Serve conoscenza e passaparola, cosi tramite collaborazioni con altre associazioni si creano eventi, come la passeggiata della pimpinella, si ricrea un gruppo e nella seconda edizione di Diamanti a tavola nascono uscite per raccogliere le erbe molto numerose.
L'estate 2017 è significativa perchè proprio ad Amandola, si svolte il Festival delle Erbe spontanee, tre giorni a Luglio.
Mi dice Sonia:
Educare i giovani ad apprezzare la terra e le loro tradizioni, vuol dire dare nuovo valore al nostro territorio, questo è l’aspetto didattico più profondo, anche se meno evidente, del progetto presente che prevede la formazione continua nella raccolta, usi, applicazioni e trasformazione delle erbe spontanee. Ma non solo. La raccolta delle erbe spontanee coinvolge diversi aspetti legati alla cura soprattutto a scopo preventivo o riabilitativo e al benessere psicologico in quanto inerisce alla dimensione fisica e psichica creando così nuove figure professionali che sappiano unire la raccolta delle erbe spontanee alla cura di disagi fisici e psichici. Anche la creatività viene sollecitata nella trasformazione delle erbe raccolte, nella realizzazione di mandala floreali o nel raccontare e scrivere storie che abbiano al centro il mondo delle erbe spontanee. Riconoscere l’abbondanza che la natura ci offre sigilla il diritto di esistenza; riconoscere il ruolo e la storia delle erbe ci permette di sviluppare una nuova consapevolezza su ciò che ci circonda, e di ristabilire il rapporto empatico-terapeutico che da sempre ha legato gli uomini alle piante ”.

E allora siete pronti alla prossima raccolta?






di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 20-11-2017 alle 11:49 sul giornale del 21 novembre 2017 - 3993 letture

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