l direttore di Avvenire a Fermo per celebrare il decennale de La Voce delle Marche “Abbiamo bisogno di un giornalismo di pace e caschi bianchi dell'informazione”

3' di lettura 19/11/2017 - Partecipato incontro nel Seminario Arcivescovile; a relazionare anche il direttore dell'agenzia Sir della Cei Vincenzo Corrado

“E' tempo di ricostruire legami forti. Il potere della stampa ha senso se è un servizio. Abbiamo bisogno di un giornalismo di pace, di caschi bianchi dell’informazione che aiutino a recuperare il senso della nostra missione”.
Così il direttore di Avvenire Marco Tarquinio è intervenuto nel corso del secondo appuntamento organizzato per celebrare il decennale della testata diocesana La Voce delle Marche dal sua nuova veste grafica e gruppo redazionale sotto la guida del direttore don Nicola Del Gobbo, rettore del Seminario arcivescovile.
Un periodico storico nato a Fermo nel 1892 tra i più antichi della regione e che è stato festeggiato con un doppio appuntamento culturale di approfondimento dal titolo “Informazione 40: alla sorgente della verità in un’epoca di fake news”.
Nel corso della serata che si è svolta nell’aula magna del Seminario, sono intervenuti oltre al direttore Tarquinio, il direttore dell’agenzia di stampa SIR della Conferenza Episcopale Italiana, Vincenzo Corrado e il sindaco Paolo Calcinaro che ha introdotto i lavori della tavola rotonda moderata dalla giornalista Tamara Ciarrocchi.
Quasi tre ore sono trascorse tra relazioni e dibattito con una nutrita partecipazione di spettatori rimasti in sala fino a tarda serata. Al centro delle relazioni il titolo scelto da Papa Francesco per la Giornata delle comunicazioni sociali 2018: “La verità vi farà liberi. Notizie false e giornalismo di pace”. Parole dense di significato quelle emerse nel corso dell’evento.
“Ci troviamo come in un trivio, - ha affermato il direttore Tarquinio - in un luogo che non è ancora divenuto piazza, ma solo in un incrocio di percorsi in cui non ci sono regole né precedenze, e tutto va ricostruito. E in questo nulla c’è anche il linguaggio triviale dei carrettieri, che si dannano, alimentano la gazzarra senza risolvere nulla. Questa assoluta assenza di riferimenti spiega i linguaggi aggressivi, le semplificazioni che diventano banalizzazioni, in cui pochi cercano di offrire acqua davvero potabile”.
Una panoramica più che esaustiva sul mondo del giornalismo di oggi alle prese con la svolta epocale dell’era digitale, con un impoverimento delle parole utilizzate che rincorrono sempre di più il linguaggio mediale dei social e la loro immediatezza. Hanno preso parte all’incontro giornalisti, operatori dell’informazione, direttori delle testate diocesane, insieme a cittadini, parroci ed insegnanti di religione. Inoltre esponenti della Fisc, federazione italiana settimanali cattolici, dell’Ucsi (unione stampa cattolica istaliana) e del Sigim oltre a diversi direttori di testate diocesane.
Nel precedente appuntamento del 9 novembre sono intervenuti il professor Maurizio Calipari, docente Bioetica Università Europea di Roma, giornalista e portavoce di “Scienza e Vita” e Mauro Ungaro, Segretario generale Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici), direttore settimanale “Voce Isontina” e direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’ Arcidiocesi di Gorizia.
A sorpresa è arrivato con una lettera da don Ivan Maffeis, Direttore dell’Ufficio Nazionale Comunicazioni sociali della Cei, il messaggio di augurio e di incoraggiamento a proseguire sulla strada intrapresa. Il direttore dell’agenzia di stampa SIR, Servizio Informazione religiosa della CEI ha spiegato come siano necessarie nel mondo dell’informazione tre parole chiave “obiettività, rigore e verifica da anteporre allo scoop solo apparentemente redditizio”. Prodotti tipici locali sono stati apprezzati dai partecipanti.
Un grazie a Cinque Ghiande dell’imprenditrice Graziella Ciriaci, all’azienda Vinicola Centanni, ai vivai Talamonti di Campofilone al Comune di Campofilone ed al sindaco Ercole D’Ercoli. Tanti gli argomenti al centro delle relazioni per passare alla lente d’ingrandimento le difficoltà che oggi incontrano sia i media tradizionali nel difendere la propria autorevolezza nell’era digitale, sia i lettori nell’intuire quali siano le fonti davvero attendibili in un’epoca di ‘overload information’, fake news e disintermediazione.
L’appuntamento al 2018 con un nuovo ciclo di appuntamenti e qualche sorpresa.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-11-2017 alle 17:53 sul giornale del 20 novembre 2017 - 576 letture

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