Cgil: Ma questa volta non ce lo chiede l’Europa?

25/10/2017 - Una delle frasi più ricorrenti nel linguaggio dei nostri politici quando sono in difficoltà a spiegare misure in difesa del Sistema Bancario o direttive che vanno a danno delle nostre produzioni agricole etc è: “Ma ce lo chiede l’Europa”.

Il Consiglio d’Europa si è espresso in maniera netta sulla irresponsabile scelta della abolizione delle Province, dopo che con il Referendum popolare particolarmente partecipato e con un No nettamente vittorioso aveva bocciato la riforma costituzionale: proposta che prevedeva anche l’abolizione delle Province.
Semplicemente di seguito, a fronte di un silenzio imbarazzato ed imbarazzante silenzio delle forze politiche, riportiamo il comunicato dell’ANSA, omettendo qualsiasi ulteriore commento.
“L'Italia deve "rivedere la politica di progressiva riduzione e di abolizione delle province, ristabilendone le competenze, e dotandole delle risorse finanziarie necessarie per l'esercizio delle loro responsabilità".
E' una delle raccomandazioni contenute nel rapporto di monitoraggio sulla situazione italiana stilato dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa, votato nella sessione plenaria.
Il rapporto è il frutto delle visite del Congresso condotte in Italia, l'ultima lo scorso marzo. Oltre a richiedere un pieno ripristino delle province, "il cui futuro, dopo la bocciatura del referendum sulla riforma costituzionale lo scorso dicembre, è incerto" il Congresso raccomanda anche di "ristabilire l'elezione diretta per gli organi di governo delle province e delle città metropolitane" e di "fissare un sistema di retribuzione ragionevole e adeguata dei loro amministratori". Inoltre chiede che sia introdotta "la possibilità di votare una mozione di revoca o di censura all'interno dei consigli provinciali e metropolitani nei confronti dei loro presidenti o sindaci, per rafforzarne la responsabilità politica".
Per quanto riguarda invece le Regioni, si raccomanda all'Italia di "rivedere le norme e i principi finanziari di quelle a statuto ordinario, per rafforzare la loro autonomia di bilancio e aumentare l'aliquota delle loro entrate proprie". E si domanda anche di riformare il sistema perequativo per compensare i divari tra le risorse finanziarie a disposizione delle Regioni, ritenuto ora "inefficace".







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2017 alle 00:08 sul giornale del 25 ottobre 2017 - 343 letture

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