Amandola, dentro il cratere sismico: pitture del quattrocento nell’area dei monti Sibillini fra Piceno e Umbria

2' di lettura 21/09/2017 - Si è tenuto Sabato 9 Settembre, presso l’Auditorium di Amandola, il convegno organizzato dal Centro di Produzione culturale DINOS in collaborazione con l’Amministrazione Comunale. Il tema di quest’anno è stato il ‘400, con riflessioni su arte ed economia del Piceno, spingendosi a considerare tutta l’area degli Appennini in entrambi i versanti,umbro e marchigiano.

"Dopo il successo dell’incontro del 2016, avvenuto poco prima del terremoto , durante il quale abbiamo trattato l’arte del ‘600 e lo stile barocco , abbiamo pensato di continuare su questa linea trattando ogni anno un’epoca diversa" - ha dichiarato il dott. Mario Antonelli coordinatore del convegno - "Ciò che il DINOS ha voluto promuovere è il progetto di un percorso formativo unitario, al fine di costruire una serie di itinerari a tema, rivolti non solo all’arte, ma anche al paesaggio, alla gastronomia, all’artigianato, così da presentare un panorama completo dell’ambiente montano dei Sibillini".

Presente all’evento anche il Sindaco Adolfo Marinangeli che tanto si è battuto per recuperare e salvaguardare il patrimonio artistico della città di Amandola, attrezzando l’edificio ex Collegiata per accogliere le opere d’arte della zona montana , che così sono rimaste nel loro contesto di origine e organizzando il “restauro a porte aperte” con successiva musealizzazione una volta terminati i lavori di restauro. Il tutto con il coordinamento e l'attenta direzione storico-artistica dell'università di Urbino e di Camerino .

Grande partecipazione da parte di personalità note per il loro impegno in studi storico-artistici. La prof. Emanuela Di Stefano , dell’Università di Camerino, ha trattato un tema principalmente economico, evidenziando come la dorsale appenninica fosse sede di attività mercantili, di numerosi centri demici collegati tra loro da un ampio reticolo di strade.

Il dott. Alessandro Delpriori, critico d’Arte e Sindaco di Matelica, ha esaminato l’arte dei Sibillini analizzando manufatti pittorici e scultorei, cogliendone similitudini che conducono a personalità artistiche operanti fra versanti appenninici ma anche nel vicino Abruzzo.

La dott.ssa Giulia Spina ha focalizzato l’attenzione sulla pittura dell’alto Fermano nella seconda metà del Quattrocento, ed infine il prof. Romano Cordella, famoso Storico d’Arte , noto per studi in Valnerina e nello spoletino, si è occupato delle presenze umbre nella pittura picena, confrontando le opere della chiesa di San Francesca di Amandola con le pitture degli Sparapane, pittori nursini.

Durante l’incontro è stato inoltre presentato il libro “Borghi da scoprire. Tesori delle Marche meridionali". Presenti gli autori Mario Antonelli,Ferruccio Scoccia e Settimio Virgili. Il volume si riaggancia al tema del recupero e della diffusione di tesori d’arte dei Sibillini trattando borghi e monumenti poco conosciuti e sparsi nel territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-09-2017 alle 05:30 sul giornale del 22 settembre 2017 - 1165 letture

In questo articolo si parla di cultura, amandola, Comune di Amandola

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