Siccità : La LAC chiede di posticipare l'apertura della caccia

3' di lettura 17/08/2017 - Dopo un inverno con poca neve, una primavera con scarse piogge, ed una estate torrida in cui si sono raggiunte temperature record di oltre 40 gradi, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Posticipare l’apertura della caccia, prevista in pre-apertura il prossimo 2 Settembre, al primo di ottobre. Questa è la richiesta ufficiale che la LAC Marche fa all’assessore regionale alla caccia Moreno Pieroni a causa della eccezionale siccità che sta colpendo la Regione e tutta l’Italia.
Dopo un inverno con poca neve, una primavera con scarse piogge, ed una estate torrida in cui si sono raggiunte temperature record di oltre 40 gradi, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Senza parlare dei devastanti incendi, tutti dolosi, appiccati da criminali senza scrupoli, che riescono quasi sempre a farla franca e che hanno distrutto oltre 85.000 ettari di boschi, di cui un terzo in aree protette.
Il paesaggio delle nostre montagne e colline ha assunto ormai le tinte marroni tipiche del mese di novembre inoltrato. E’ la normale difesa della vegetazione che, per sopravvivere a questo eccezionale ed anomalo periodo di siccità, “reagisce” accelerando il processo di appassimento delle foglie per non compromettere in maniera irreversibile il proprio apparato radicale.
Ma non sono ovviamente solo le piante a subire le conseguenze della siccità. Anche tutte le specie animali selvatiche sono in estrema difficoltà, a causa del prosciugamento delle sorgenti d’acqua di montagna, che hanno costretto gli animali a spostarsi in massa nei fondovalle, verso i fiumi, la cui portata è però anch’essa ridotta ai minimi storici.
Queste condizioni climatiche estreme stanno quindi mettendo a dura prova molte specie selvatiche, soprattutto quelle che nel nostro Paese raggiungono il limite meridionale del proprio areale, causando un peggioramento dello stato fisico degli animali rispetto alle annate normali, riducendone il successo riproduttivo e aumentando la mortalità di giovani e adulti in quanto più esposti a malattie e ai predatori.
Le risorse alimentari sono ridotte, soprattutto nel caso di specie che si nutrono di bacche, semi e insetti, ma anche le specie erbivore trovano estrema difficoltà a nutrirsi a causa delle praterie completamente essiccate, ed in mancanza di acqua da bere, in grado di compensare il basso tenore idrico presente nei tessuti vegetali.
Con il perdurare della crisi idrica, inoltre, molti ambienti palustri sono completamente essiccati, costringendo quindi gli animali a concentrarsi nelle poche pozze d’acqua rimaste allagate, diventando così un facile bersaglio per i cacciatori, cui basterà appostarsi nei paraggi per fare di loro un’autentica carneficina!
Per tutte queste motivazioni, peraltro ampiamente condivise dall’ISPRA, la LAC Marche chiede all’assessorato alla caccia delle Marche la sospensione dell’apertura della caccia e la sua posticipazione al 1 Ottobre, sperando che per quella data le condizioni climatiche regionali e nazionali siano sensibilmente migliorate e rientrate nella normalità.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2017 alle 14:33 sul giornale del 18 agosto 2017 - 618 letture

In questo articolo si parla di attualità, caccia, lega, abolizione caccia, Lega Abolizione Caccia

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aMfo





logoEV
logoEV