I libri ci leggono

3' di lettura 07/06/2017 - Il mito e la scuola è la cornice di senso, nella quale, attingendo alla miniera di miti dell’antichità greco-romana, cercheremo occasioni di confronto con l’attualità educativa: ricerca estetica ed etica che in genere attira i giovani, desiderosi di scoprire da sé le regole di vita.

La rubrica prende il via nei giorni in cui le lezioni terminano e gli studenti sono liberi, fatti salvi gli impegni degli esami conclusivi della scuola secondaria di primo e secondo grado. Gli studenti, nella vacanza estiva, faranno tesoro di quanto appreso, applicando le metodologie, lo spirito critico, la creatività nella vita e situazioni di tutti i giorni. Continueranno a crescere.
Intanto la scuola non chiude, il personale docente e amministrativo si occupa della programmazione e dell’organizzazione del nuovo anno scolastico, con la ripresa delle lezioni il 15 settembre (l’intero calendario scolastico regionale per il triennio 2016/2019 è consultabile sul sito www.marche.istruzione.it
Il tema dei libri e della lettura è propedeutico al lavoro sui miti. Per contrastare la povertà educativa, il disagio diffuso, cui la scuola dovrebbe far fronte con determinazione, amici fidati, talora provenienti da tempi o luoghi lontani, possono aiutare, portando alla luce il percorso che accomuna. Scriveva Cicerone nel 1 sec. a.C.: Si hortum in bibliotheca habes, deerit nihil. Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà (IX, 4, a Varrone). Possiamo anche dire: se si possiede una biblioteca e un giardino si ha tutto ciò che serve.
Mentre si legge una storia, la storia legge noi.
Le situazioni rappresentate, i sentimenti, le ansie, i dubbi, costringono a confrontarci con noi stessi. È come se l’autore fosse prima passato a trovarci, a conoscerci e ne abbia tenuto conto. Omero, Dante, Shakespeare, Leopardi, parlano a noi e di noi. Volendo, si può dire Shakespeare mi ha letto ed ho capito che … Naturalmente la condizione è l’ascolto attento del testo e dell’effetto che ha su di sé. Lo scandaglio dell’umano, in tutte le sue contraddizioni, ad esempio nell’Amleto, coinvolge pienamente e siamo il giovane principe, nella sua poetica follia, a lottare per il nome offeso. Ciò avviene perché in noi sono presenti archetipi, forme costanti e potenti, immagini primordiali dell’inconscio collettivo, fatte di elementi simbolici, che ritroviamo nelle favole, nelle leggende, nel mito, anche nei sogni.
Con letture adeguate, gli studenti cominciano a costruirsi un’idea del mondo, a scegliere quale spazio occupare, chi essere, quale progetto di vita perseguire, in un affinamento del processo orientativo, che dura tutta la vita. Rivivendo pietà e paura, scacciano via i fantasmi, con un effetto catartico liberatorio (Aristotele, Poetica, IV sec. a.C.). Succede quando si assiste alla rappresentazione di una tragedia, alla proiezione di un film, oppure si è immersi nella lettura e nell’ ascolto attento.
Cercheremo di leggere i miti, facendoci leggere, tra pathos ed ethos: potremmo dire, semplificando, tra emozione e regola.


di Maria Luisa Lasca
marialuisa.lasca@libero.it







Questo è un articolo pubblicato il 07-06-2017 alle 15:43 sul giornale del 08 giugno 2017 - 3209 letture

In questo articolo si parla di cultura, articolo

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