Amandola: il presidente Daniele Cappelletti ci racconta la vittoria della bocciofila Amandolese

4' di lettura 26/05/2017 - Ebbene sì non è un sogno, quando di mezzo ci si mettono un grande gruppo e un’idea un po’ pazza, tutto può accadere. Così ripercorriamo il viaggio della squadra amaranto, da casa fino alla gloria.

Daniele Cappelletti è il presidente attuale della bocciofila di Amandola, di cui fa parte da quando aveva sedici anni. Padre di tre figli, impiegato al comune di Montefortino, si divide anche aiutando il figlio nella vendita di cofani funebri. Insomma non certo una persona senza passioni, ma nella società sportiva ha messo il cuore e lì lo ha lasciato. Lo incontro nella piazza di Montefortino, bellissimo paesino alle pendici dei Sibillini e ci adagiamo in una delle panchine vicine alla fontana con la vista che toglie il respiro.
Daniele non ha molto tempo ma ci tiene che più voci parlino dell’impresa dei suoi “ragazzi”.
L’attività associativa ha sempre funzionato nell’entroterra e sempre più persone si sono avvicinate a questo sport ragionato ed affascinante. Dopo il sisma però, mi dice Daniele, c’era un dominante scoramento tra i giocatori, legato allo scetticismo di una difficile ripartenza. Questa situazione unita alle cocenti delusioni per le edizioni precedenti nei campionati di Terza categoria, stava portando la bocciofila a non iscriversi in questa stagione. Visti i risultati, sarebbe stata una pazzia. Così da buon presidente Daniele prende in mano la situazione e all’inizio quasi in solitaria, spinge per iscriversi e partecipare.
“ Un modo per risollevarci ed andare avanti",sostiene.
In pochi la pensano come lui, ma con una grande forza riesce a convincere anche i più scettici e a settembre l’Amandolese è regolarmente iscritta ai campionati provinciali di qualificazione.
Iniziano cosi le fasi contro cinque compagini del fermano e dell’ascolano. I risultati sono positivi e gara dopo gara, il gruppo si unisce e prende fiducia. Daniele con loro. Sconfitte le ascolane e le fermane, passano ad affrontare le maceratesi, anch’esse sbancate. L’ultimo ostacolo prima di arrivare a Roma, è l’Osimo per la finale regionale. È vittoria e con lei arrivano anche i pass per le finali nazionali a sedici squadre che si sono disputate Il 20 e 21 maggio scorso, e in cui l’Amandola arriva come rappresentante delle Marche. Un bell’onore. Il clima all’interno della squadra è euforico e c’è grande fiducia. Si parte col primo incontro disputato a Fiumicino contro l’Asciano Siena: 5-3. Il sogno è appena cominciato.
Nel campo esterno del centro federale va in scena il quarto di finale, di contro un agguerrito Aniene Subiaco, ma anche qui i giocatori amandolesi si superano e vincono ai pallini (come fossero i calci di rigore nel calcio).
È semifinale e tra tuti comincia a serpeggiare l’idea che stavolta sarà tutto diverso dalle precedenti esperienze, c’è una grande carica e tutti ne risentono alla grande.
La seguente gara con la Primavera Frus giocata all’interno del centro federale, è tiratissima, ma come dei predestinati i giocatori diretti magistralmente da Antonio Burocchi, fanno loro l’intera posta ai pallini per 6-5.
Stavolta è finale.
È il pomeriggio di domenica e di fronte ci sono gli abruzzesi del Torricella Sicura Teramo. Vengono letteralmente demoliti per 5-0.
Si può fare festa e sciogliere la grande tensione accumulata, con lo stesso Daniele a narrarmi della grande emozione del post impresa.
Oltre alla coppa, la società riceve il diploma, mentre i giocatori le medaglie e la promozione diretta nel campionato di seconda categoria. Questi i protagonisti della grande cavalcata: Massimo Gravucci, Massimo Giacomozzi, Giuliano Annessi, Giorgio Antognozzi, Nello Viozzi e Francesco Mercuri.
Daniele però non ha finito e ci tiene a dire qualche altra cosa.
“Il 17 giugno ci sarà una grande festa alla bocciofila, organizzata con l’amministrazione comunale per festeggiare questo grande traguardo. E lasciami anche e soprattutto ringraziare un fantastico gruppo che è riuscito ad arrivare in fondo ad una manifestazione lunga e difficilissima, dimostrando attaccamento e grande stima reciproca, nonché per la fiducia verso di me che ho spinto per l’iscrizione. Forse l’evento così terribile che ci ha colpito mesi fa, ci ha unito ancora di più e ci ha permesso di arrivare dove siamo arrivati. Un grande grazie anche ai tanti amandolesi e abitanti dei sibillini tutti, per i complimenti ricevuti e la vicinanza nel gioire con noi per questo risultato che tiene alto l’onore e la forza, di un territorio ferito ma che ha tanto cuore."
Lo lascio tornare a lavoro, ma leggo nel suo sguardo una fierezza nel raccontare quanto avvenuto, che può sembrare di poco conto, ma che invece per chi ha avuto la vita trasformata, è un piccolo motivo di orgoglio.
Complimenti a tutti.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 26-05-2017 alle 17:56 sul giornale del 27 maggio 2017 - 2055 letture

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