Vivere Lib(e)ri: a sud del confine, a ovest del sole

3' di lettura 29/04/2017 -

Haruki Murakami (村上 春樹 Murakami Haruki?; Kyoto, 12 gennaio 1949) è uno scrittore, traduttore e saggista giapponese.

È stato tradotto in circa cinquanta lingue e i suoi best-seller hanno venduto milioni di copie. I suoi lavori di narrativa si sono guadagnati l'acclamazione della critica e numerosi premi, sia in Giappone che a livello internazionale, come il World Fantasy Award (2006), il Frank O'Connor International Short Story Award (2006), il Premio Franz Kafka (2006) e il Jerusalem Prize (2009).

Le opere più celebri comprendono Nel segno della pecora (1982), Norwegian Wood (1987), L'uccello che girava le viti del mondo (1994-1995), Kafka sulla spiaggia (2002), e 1Q84 (2009–2010). Ha inoltre tradotto un cospicuo numero di lavori dall'inglese al giapponese, spaziando da Raymond Carver a J. D. Salinger.


In questo libro l’autore giapponese, parla di un’intima storia di amore, forte, puro, tra due ragazzi: Hajime e Shimamoto. Cresciuti insieme fino alla prima adolescenza, in una cittadina del centro del Giappone, Murakami insiste molto sull’aspetto del figlio unico, molto comune in quegli anni nel suo paese, ma lo analizza dal punto di vista di un giovane, con i suoi occhi. Hajime si sente un'eccezione nelle famiglie del Giappone del secondo dopoguerra. Fino a che incontra la piccola compagna di scuola, Shimamoto per l’appunto, con la quale condividerà fino ai 12 anni, passioni come musica e libri. Da qui inizia il racconto vero e proprio della vita del protagonista, che perderà di vista la sua migliore amica e fino ai 30 anni, vivrà in modo anomalo, scialbo e che lui rinnegherà sempre. Anzi, riuscirà a rovinarsi la coscienza, ferendo i sentimenti altrui. Ma a tendergli una mano, c’è il destino, che gli fa’ incontrare la donna della sua vita, con la quale svolta. Ma siamo sicuri che è finita qui? No perché Murakami con un’eccellente tecnica di viaggio, ricomincia la storia da dove l’aveva lasciata ma facendo un salto tre decenni dopo: Hajime ha due jazz bar nel quartiere di Aoyama, Tokyo, ed una famiglia felice in una vita che non sente sua. Il ricordo del tempo perduto capovolgerà il suo mondo. Al centro ci sarà un motivo musicale, il vinile di Nat King Cole, le quali parole però assumeranno un altro significato nel finale del libro.
Intreccio di sentimenti, passione, vita reale, che colpiscono e lasciano il segno, grazie ad una narrazione che mira dritto al sodo

Tratto dal libro:
Andò via, ma io continuai a bere solo, seduto al bancone. Il locale aveva chiuso, non c'era più nessun cliente e tutto lo staff era tornato a casa dopo aver messo a posto e pulito. Ero rimasto solo. Non volevo tornare subito a casa, telefonai a mia moglie per dirle che avevo dell'altro lavoro da sbrigare, che avrei fatto tardi. Spensi le luci del locale e in quel buio pesto mi misi a bere del whisky. Per non stare a tirare fuori il ghiaccio, lo bevvi liscio.

"Finiremo tutti per scomparire, uno dopo l'altro", pensai. Ci sono cose che svaniscono all'improvviso come se fossero state recise da un colpo secco, mentre altre si dissolvono lentamente, fino a sparire del tutto. Ciò che rimane è solo il deserto.


Chi o cosa ci sarà, a sud del confine e a ovest del sole?


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2017 alle 21:57 sul giornale del 02 maggio 2017 - 1025 letture

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