Sibillini l'identità del territorio per ripartire

4' di lettura 01/05/2017 - Le aree interne come “educational destinations”. Il titolo scelto per l’incontro realizzato al polo didattico D.Pantaleoni dell’Unimc, ha suscitato interesse per le idee messe in campo, realizzate e quelle da realizzare.

 

Il laboratorio di idee CreaHub nato da qualche mese, è un luogo dove poter coltivare progetti, formando dei team di lavoro e specializzarsi in vari campi. Nel secondo incontro si è parlato molto di pratica e poco di teoria. Sono stati messi in campi vari progetti realizzati e in fase di realizzazione. Al centro di tutti quest’ultimi, vi sono le aree colpite dal sisma e che sono quindi un importante modello per ripartire. A susseguirsi negli interventi, sono state varie voci tra professori, dottorandi, ricercatori, politici e rappresentanti enti a lavoro da tempo tema della ricostruzione post-sisma.
Una mattinata ricca di stimolo, iniziata con  Alessio Cavicchi, professore all’Unimc che ha designato il Place Branding delle aree interne dopo il terremoto, analizzando come passare dalla teoria alla pratica.
Il prof. Cocciarini ha invece tematizzato il coinvolgimento diretto dei comuni e la possibilità di sviluppare il turismo Esperienziale, facendo degli esempi concreti di ricostruzioni riuscite e altre fallite: le alluvioni del Polesine e quelle dell’Arno, la prima mal gestita che ha portato allo spopolamento di quelle zone, mentre la seconda che ha visto il pieno collaborare tra i comuni colpiti e il rifiorire di un’area fortemente danneggiata. Le diverse risposte all’emergenza infatti, possono essere date su vari fronti, ma pima di tutto non facendo andare via i poli industriali di cui un’area dispone e dando stimoli e incentivi per nuovi ingressi. Per la questione turistica invece, continua il professore, vi è ancora molta paura nell’arrivare verso le Marche Sud, ma per il rilancio bisogna cominciare a lavorare anche su noi stessi, putando molto sulla cultura dell’accoglienza e formando professionisti del settore, cosa che verrà proposta nel progetto “Guardiamo oltre”, in partenza in ben 17 comuni del fermano. E’ toccato poi alla presidente di Legambiente Marche Pulcini, fare il punto della situazione su quanto l’associazione di volontari ha fatto da Agosto ad oggi e quanto potrebbe ancora fare. Sono stati messi in sicurezza ben 3328 beni, con 432 volontari al lavoro e 3433 ore di volontariato. (Dati aggiornati ad aprile 2017)

La proposta anche in questo caso della Presidente, è stata quella di andare oltre il sisma, ripartendo dalle opere d’arte recuperate in depositi locali e visionabili in percorsi turistici specifici.
Paola Nicolini docente sempre all’Unimc in Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione, ha invece spiegato il lavoro compiuto insieme al professor Coppari, sulla mappatura delle scuole maceratesi dopo il sisma. Come i singoli paesi hanno dovuto riadattarsi e ampliare le proprie possibilità, usufruendo magari, di altre strutture in sinergia con gli stessi proprietari. Ad esempio l’Agrinido “La quercia della memoria” di San Ginesio o con elaborati organizzati stimolando gli studenti a ragionare su stessi e sulla scuola che vorrebbero.
Di sicuro però, un concreto tassello attivo lo hanno posto le dottorande, Aleffi e Baldoni, che hanno portato il caso concreto, già realizzato, dell’International Student Competition.
Cos’è?
In collaborazione con il centro studi della dieta mediterranea, si ripeterà per il secondo anno consecutivo con tappa in vari paesi del fermano, questa manifestazione che è la concreta possibilità di unire l’università al territorio. Ci saranno circa 100 studenti provenienti dall'Olanda, dal Belgio e dalla Polonia, oltre che da altre parti d'Italia, che dal 2 maggio visiteranno le nostre Marche.
Gli studenti in questi quattro giorni faranno dei business plan e dei piani di marketing per le aziende che collaborano con il progetto e dovranno poi condividere le loro foto o la loro story telling sui social; chi guadagnerà più visualizzazioni e più "mi piace" si aggiudicherà la vittoria."
Insomma la mattinata è stata l’inizio di un percorso condiviso che mira a più direzioni, ma sempre con l’idea di valorizzare l’identità dei territori colpiti dal sisma e che vogliono ripartire da loro stessi.
 

 

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di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 01-05-2017 alle 16:13 sul giornale del 02 maggio 2017 - 1095 letture

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