Amandola e l'ospedale della discordia

2' di lettura 29/04/2017 - Petizioni, appelli, comitati, riunioni, assegni, progetti….cosa manca? Forse la voce della popolazione, forse il sentimento di chi vive un territorio apparentemente calmo, ma che rischia di esplodere come una pentola a pressione.

Massima pressione. Il polverone causato dal danneggiamento da parte del sisma del nosocomio situato ad Amandola, si propaga e ripercuote in più ambiti.
La politica ovviamente è sempre al centro, tirata da una parte e tirata dall’altra, con la giacca che si sta spezzando a più riprese. Di poche ore fa, è la notizia che sarebbero stati donati diversi milioni di euro (5), da una importante società russa alla Regione Marche, per la ricostruzione post terremoto e che lo stesso ente, ha deciso di destinare tale somma per il nuovo nosocomio che dovrà nascere in zona Pian di Contro. Di qui allora si sono fatti ancora più forti i fronti in lizza: chi auspica che questi soldi siano destinati davvero per la nuova struttura che dovrebbe nascere con tutti i crismi antisismici e tecnologici e chi invece, ritiene più urgente ripristinare la struttura esistente, lesionata ma non del tutto. In testa alla prima “fazione”, si trova il sindaco di Amandola Marinangeli, che ha sempre creduto nell’amministrazione Ceriscioli e quindi nel suo operato per aiutare tutta l’area montana, mentre sono di parere opposto per esempio, gli ex sindaci Saccuti e Treggiari.
Di mezzo ci sono però, i cittadini. I giovani si affidano a moderne tecniche come le petizioni online, con oltre 226 firme raccolte e l’intento chiaro di far arrivare un messaggio agli organi decisori, sul ripristino immediato dell’attuale Vittorio Emanuele. Nel mentre i sindaci dei comuni montani interessati, si riuniscono per trovare l’intesa sul modus operandi per risolvere la questione, per quello che è da più parti chiamato “l’ospedale dei Sibillini”.
Ognuno provi a farsi la propria idea, ma di sicuro la questione va’ risolta ed anche in fretta, perché tra il dire e il fare, ci sono le Persone. E forse quest’ultime, vanno ascoltate.

Postiamo qualche motivazione di chi ha voluto firmare la petizione, lanciata dal giovane amandolese Monterotti:

-Perché gli ospedali, anche se piccoli, devono stare vicino a dove vivono le persone!

-Ho vissuto ad Amandola per anni e l’ospedale è FONDAMENTALE, sia per i servizi che per la posizione!
-Da ripristinare il prima possibile, Amandola ed i paesi limitrofi ne hanno BISOGNO!


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-04-2017 alle 21:35 sul giornale del 02 maggio 2017 - 2040 letture

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