Montegranaro: presentata la riedizione di “Waffen SS – La grande sconosciuta”

2' di lettura 18/04/2017 - Il testo, dal titolo “Waffen SS – La grande sconosciuta”, rievoca la storia della Waffen SS, raccontata da chi, come Leon Degrelle, vi ha combattuto in prima linea e si è speso poi, a guerra finita, per impedirne l’oblio e/o la mistificazione storica.

Montegranaro: Si è tenuta nei locali dell’Associazione Culturale Il Labirinto di Montegranaro la presentazione della riedizione di un’interessante conferenza che Léon Degrelle tenne negli Stati Uniti in occasione di un convegno di studi storici negli anni ‘80.
Ne hanno parlato Leonardo Fonte, Marco Perinelli e Giovanni Di Blasi della comunità politica abruzzese di Avanguardia che, insieme ad altre due realtà, hanno curato la ristampa del volume.
La Waffen, braccio militare delle SS tedesche, nacque dapprima come guardia del corpo di Adolf Hitler e, più in generale, delle conquiste sociali del nazional-socialismo tedesco e fu formato da appena un centinaio di soldati. Solo in un secondo momento divenne quella leggendaria milizia d’élite posta a presidio del ben più alto ideale dell’unificazione dell’antica Europa minacciato dall’avanzata del bolscevismo e che riuscì ad unire un milione di giovani volontari germanici provenienti da ogni dove del vecchio continente (Olanda, Fiandre, Polonia, Paesi nordici...). Il ferreo allenamento che veniva loro imposto li rendeva, fisicamente, i più prestanti.
La rigorosa formazione politica impartita li radicava nelle ragioni profonde per le quali combattevano. Nonostante ciò, nel corso del secondo conflitto mondiale, ne morirono circa 400.000. Il loro ricordo appare doveroso, se non altro perché offrirono volontariamente la loro gioventù per un ideale senza nulla aspettarsi in cambio, così come trasuda da queste parole di Léon Degrelle stesso: “La materia, sola a sé stessa, o muore o si suicida. Solo l'ideale ha una valenza eterna. Noi possedevamo questo ideale, sì, noi, i giovani europei della Waffen SS, qualunque fosse stato il nostro paese di origine, il nostro vecchio paese tanto caro, ma un paese che andava a smettere di vivere ripiegato su se stesso. Un intensa aria vivificatrice espelleva i miasmi asfissianti di vecchie decadenze. Le nostre volontà avrebbero assommato, in tutti gli angoli dell'Europa, gli sforzi dei nostri paesi in un'unità sontuosa, e non - come oggigiorno - in una vaga federazione, spesso scontrosa, di mercanti di pomodori, di nocciole, di agnelli, e di costolette di maiale, o proprietari vari di milioni di tonnellate di burro che si asciugano o imputridiscono nei magazzini super colmi per la pazzia e l'anarchia economica. La rivoluzione delle Waffen SS non sarebbe stata solamente quella della bistecca, bensì quella di una dottrina che avrebbe arricchito le comunità umane, elevando innanzitutto gli spiriti nel seno di una collaborazione basata nell'ordine politico e sociale, nello spirito comunitario e nei più alti principi morali, pilastri della ricostruzione.”


di Nicolas Fulvi
nicolas.fulvi@gmail.com





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2017 alle 17:51 sul giornale del 19 aprile 2017 - 1888 letture

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