Campiglione di Fermo: “Nero Giardini”, l'area ex Sadam e la sfida del futuro

8' di lettura 08/04/2017 - Sabato mattina a Campiglione si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione dell'acquisizione da parte della BAG spa-Nero Giardini dell’area ex Sadam, zona baricentrica del distretto calzaturiero marchigiano e di rapido collegamento con la grande rete viaria. Sorgeranno presto il 2° polo logistico e l’outlet.

E’ una sala dove si respira la parola "speranza" a pieni polmoni. Al primo piano dell’ex Sadam, nella mattianata di sabato 8 aprile, non solo Enrico Bracalente, colui che ha acquisito i 230.000 metri quadri dell’ex Sadam, sono intervenuti anche il sindaco di Fermo: Paolo Calcinaro e l’assessore al bilancio: Fabrizio Cesetti e l'ingegner Dante Fabbioni alla conferenza stampa per delineare il progetto di sviluppo industriale della BAG spa.

Interessantissime e sentite le parole dell’amministratore unico Enrico Bracalente che ha spiegato tutti i passi che verranno fatti per trasformare gli edifici dell’ex Sadam nella nuova sede centrale dela BAG spa. Il primo ad intervenire è chiaramente l’amministratore Bracalente che ci tiene a sottolineare con orgoglio la presenza dei suoi due figli, veri artefici del futuro dell’azienda, ma non solo:
“Abbiamo acquistato l’ex Sadam perché abbiamo fatto un ragionamento molto semplice: la sede di Monte San Pietrangeli è già stata ampliata ma se nel futuro avessimo avuto bisogno di maggior spazio non avremmo potuto agire, così abbiamo scelto quest’area, anche perché molto più “commerciale” dal punto di vista geografico. Qui ci sarà quindi la sede cerntrale e l’outlet oltre che il magazzino con tutti i servizi: asilo nido (già presente a M.S. Pietrangeli), la mensa e la palestra. Oltre a questo si aggiungerà una seconda area logistica per il paio singolo, diversamente da quello attuale alla Girola di Fermo che è per i colli e i pallet.” Bracalente continua: “è un grosso impegno a livello finanziario e pratico ma dobbiamo strutturarci per dare risposta ad un mercato globale.”

Il passo verso l’internazionalizzazione è infatti vicinissimo per il marchio Nero Giardini, anche in Francia, Spagna, Russia: “Stiamo facendo grossi investimenti in Europa e nella comunicazione, ma anche nelle risorse umane e sono fermamente convinto che non possiamo internazionalizzarci se non ci impegnamo nell’investire”.
I lavori inizieranno nel più breve tempo possibile ma innanzittutto si apriranno con l’outlet e la Logistica. Come mai la scelta di Campiglione ci si chiede: “Campiglione è una bella area che ora si arricchirà con l’inizio dei lavori del nuovo ospedale che può essere un altro trampolino di lancio per una zona che è da rivalorizzare. In questo modo anche i cittadini possono essere tranquilli dal punto di vista Centrale e questo posto porterà sicuramente economia e nuovi posti di lavoro”.
Incitato dalle domande della stampa interviene a questo punto il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, interrogato sul fatto che quello che era un problema pubblico, l’ex Sadam appunto, sia stato risolto da un privato: “Dovevamo certamente evitare la Centrale a biomasse ma soprattutto sarebbe stato fondamentale trovare delle alternative e questa alternativa ci è stata data da un privato, per fortuna. Sono molto onorato di rappresentare Fermo in un progetto così grande che inoltre ci evita un problema molto più grande che avrebbe potuto incombere su questa città: la trasformazione del plesso in un enorme scheletro industriale, spettro di degrado e quindi di una non-ripartenza”.
Prende quindi la parola l’Assessore al bilancio della Provincia Fabrizio Cesetti: “Io voglio ringraziare Enrico Bracalente per avermi invitato a questa conferenza e sono sicuro che questo è un momento che resterà nella storia di questo paese. Abbiamo deciso con 40 sindaci del Fermano, di fare qui a Campiglione un altro ospeale. Già la ditta ha preso possesso dell’area che ora è regionale e stanno facendo i primi rilevamenti. L’Ospedale era un’idea del futuro per la nostra provincia e per le Marche e oggi sappiamo diventerà realtà, grazie anche ad un grande imprenditore.
L’Ospedale più il progetto BAG spa significano Futuro, un futuro di questa parte centrale della provincia che sarà protagonista di una delle più grandi attrattive capace di ridare coraggio a questo territorio. Credo anche che la gente crederà ancor più nel futuro dopo aver restaurato questa area. La scelta dell’Ospedale era un dovere prima di tutto e poi la scelta della BAG spa ricadono in un momento così difficile come quello del post terremoto e della grande crisi. L’investimento della BAG è una scelta coraggiosa, soprattutto è coraggiosa la scelta di non delocalizzare ma fermarsi sulla terra dove l’imprenditore è nato e cresciuto. Possiamo quindi ancora credere in questa terra!”

Ci si è chiesti come mai la politica ci abbia messo così tanto a rispondere a una necessità così impellente ma Cesetti incalza: “ non ci sono meriti o demeriti politici, probabilmente se non ci fosse stata la scelta dell’ospedale non ci sarebbe stata nemmeno quella della BAG spa. Ma con questa, che so essere la scelta giusta, noi abbiamo guadagnato il futuro a cui fortunatamente ha risposto Enrico Bracalente”, Calcinaro sottolinea inoltre che si è giunti solo ora ad una soluzione definitiva perché: “ si sono allineate diverse condizioni favorevoli per poi giungere a questo grande investimento”.

A chi chiede a Dante Fabbioni, storico ingegnere della BAG, il quale si occupò della Logistica alla Girola nel 2012, quali saranno le tempistiche per i lavori: “inizio a occuparmi del progetto solo da ora ed è un intervento molto complesso. Intanto si deve capire come intervenire in un’area così enorme da lì poi la fase progettuale durerà poco,i tempi tecnici e amministrativi saranno favorevoli visto che le amministrazioni competenti seguono il grande desiderio della comunità. In ogni caso, personalmente credo che questa sia stata un’ottima scelta perchè si interviene in un punto baricentrico e in un’area che è stata prima un grande mulino, successivamente una grande industria agro alimentare ed ora un’industria manifatturiera”.

Non tarda la domanda sulle precedenti dichiarazioni di Bracalente sul fatto di non voler più intervenire nel territorio fermano: “quelle sono parole dette in uno sfogo di rabbia ora devo guardare al bene di tutta l’azienda. Non potevo ampliare i già 10.000 mq di M.S. Pietrangeli, questi verranno usati per i vari calzaturifici che lavorano per noi, li affitteremo a prezzi di favore e così avremmo la certezza che gli stessi abbiano i macchinari giusti".
“Quando tutti parlano di delocalizzazione intelligente io ho sempre creduto nel Made in Italy e nella grande maestranza italiana. Certo, in Italia, la manodopera costa di più ma ha un valore maggiore sul mercato proprio grazie alla sua maggiore qualità. Oggi dopo 20 anni questa scelta ci sta premiando, quindi abbiamo bisogno di strutture adeguate con spazi maggiori. Abbiamo prima di tutto bisogno della Logicistica per garantire al cliente di avere subito il prodotto”.

Qui l’Amministratore sottolinea una cosa importante: “La Logistica spedisce al negoziante,non al cliente, poiché noi abbiamo deciso di non vendere online al singolo: sia per non fare torto al commerciante che al cliente singolo che magari acquista in negozio e poi si trova il prodotto scontato sulle varie piattaforme ecommerce”

L’impegno della BAG spa non si ferma qui: “Facciamo corsi anche all’Artigianelli, noi mettiamo a disposizione i nostri tecnici per crearne sempre di nuovi e che puntualmente vengono assunti. Attualmente hanno all’attivo 3 corsi triennali con 47 alunni e contiamo che questo numero cresca sempre più perché le ditte chiamano l’Artigianelli alla ricerca di figure qualificate”. È infatti risaputo che la stampa Europea non fa che parlare dell’importanza di questi corsi autorizzati dalla provincia e dalla regione. Interessante è poi la storia di Enrico Bracalente che parla dei suoi esordi nel campo della calzatura sin dagli anni ’80, con tutte le difficoltà incontrate nel corso degli anni e attraverso il momento più duro della crisi economica. È riuscito a superarle tutte, investendo moltissimo sul suo brand e sulla comunicazione. A prescindere da questo enorme investimento, la BAG spa si sta aprendo al mercato estero, dove ha trovato molto riscontro, specie in Belgio. Non di meno ora la nuova sede centrale non fa che guardare dritta ad un futuro di successo.

A proposito di futuro vengono anche interrogati i figli di Enrico Bracalente, presenti alla conferenza stampa con grande orgoglio del padre: “siamo sicuri che nostro padre ci aiuterà e guiderà per capire meglio quali sono le strategie più giuste per proseguire quello che lui stesso ha fatto partendo da zero, siamo ccresciuti “con le scarpe in mano” e non potremmo che continuare così”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2017 alle 18:04 sul giornale del 10 aprile 2017 - 2631 letture

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