“Montejorgio Cacionà” festeggia mezzo secolo di folklore

3' di lettura 16/03/2017 - Intervista a Fabio Santilli, autore, fantasista e presentatore dello spettacolo dialettale più famoso del fermano

Montegiorgio: E' previsto il tutto esaurito al Teatro Domenico Alaleona di Montegiorgio per gli attesissimi “3 giorni” di rappresentazioni teatrali del gruppo dialettale “Montejorgio Cacionà”.
Venerdì 24, sabato 25 marzo ore 21,00, domenica 26 marzo 2017 ore 17,00, in replica sabato 1 aprile 2017 ore 21,00.
Scenette, poesie musiche e canti; la tradizione montegiorgiese festeggia i primi 50 anni all'insegna del folklore e dell'umorismo popolare.
“Francavilla stolla l'agli, Monzampietro pappagalli, pappafichi Rapagnà! Se ne accorjie Montevidù, magnagatti Fallerù, Montejorgio Cacionà, tutti li matti stà a Moglià!” recita così un antico blasone di Montegiorgio e dintorni.
Abbiamo incontrato Fabio Santilli, autore e presentatore del varietà dialettale popolare che quest'anno festeggia mezzo secolo di successi.
A lui abbiamo chiesto di raccontarci come nasce Montejorgio Cacionà e perchè questo nome.
Montejorgio Cacionà nasce come recital di poesia dialettale nel 1967 per opera dei fondatori Agostino Scaloni, Giovanni Capecci, Sesto Vita e Antonio Angelelli. Il titolo prende il nome dai famosi dolci tipici di Montegiorgio: Li Caciù, tipicità culinaria costituita da ravioli dolci di sfoglia con ripieno di fave o ceci sapientemente mantecato ad altri ingredienti dalle nostre “vergare” casalinghe.
Che cosa raccontate, volete trasmettere o ricordare, al pubblico, nei vostri spettacoli?
Il nostro è uno spettacolo molto articolato. Non sono semplici scenette, ma un varietà vero e proprio unico nel suo genere. Alterniamo scenette a canzoni, poesie ed improvvisazioni varie cercando di raccontare spaccati di vita reale prendendoci un po' in giro. Chiaro è che, nel dopo guerra e nel pieno del boom economico gli argomenti erano tantissimi, da qui la produzione di scenette è stata veramente intensa. La vena creativa di NTUNI' DE TAVARRO', SESTO DE RABBIO', GUSTI' DE CIRIOLU e NANNI' DE CAPICCITTU era incredibile. A loro poi si è aggiunto anche BRUNO DE CARLO' che è l'unico ancora in vita, autentico mattatore della scena. Negli ultimi anni abbiamo cercato di introdurre anche un po' di satira politica locale.
Come vi collocate nel panorama teatrale del fermano, fate parte di qualche associazione di teatro amatoriale o dialettale?
La nostra compagnia teatrale è composta in tutto da circa 100 persone che amatorialmente ogni anno organizza questo spettacolo. Non facciamo parte di nessuna organizzazione. La nostra è una tradizione tutta Montegiorgese che da mezzo secolo (quest'anno compie 50 anni) ci tramandiamo nel tempo. Da circa un anno abbiamo organizzato a Natale un Cacionà per bambini “RCACCIATURE”, con lo scopo di far appassionare i ragazzi al teatro e al dialetto.
Nel salutarci ci dice: Vi aspettiamo nel paese “de li caciù” al Teatro Alaleona di Montegiorgio per i 50 anni di “Montejorgio Cacionà” 24,25,26 Marzo e 1 Aprile 2017.
Prevendita biglietti 17-18-19 marzo dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 20,00 presso la sede di Montejorgio Cacionà in Corso Italia a Montegiorgio. Posti ancora disponibili.


Di Laura Cardinali

redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2017 alle 13:12 sul giornale del 17 marzo 2017 - 2731 letture

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