“Energie per L’Italia” con Stefano Parisi a Fermo: idee per riaccendere l’Italia

4' di lettura 13/03/2017 - Sabato 11 marzo al MITI (Museo dell’Innovazione e della Tecnica) di Fermo: “Megawatt” Parisi ha tenuto una conferenza sul nuovo movimento che sta presentando in giro per l’Italia. L’abbiamo intervistato per capire quali sono gli obiettivi primi che si pone con il suo network: “Energie per l’Italia”.

Una gremita sala conferenze quella del Museo Miti aperta per l’arrivo di Stefano Parisi, il quale sta presentando in tutta Italia la nascita del suo nuovo movimento politico: “Energie per l’Italia".“Sarà un contributo importante al centrodestra, alternativo a Renzi e alla sinistra e non sarà un partito”.
Prima di arrivare all’ incontro pubblico a Fermo, l’ex candidato sindaco di Milano, ha voluto vedere e riconoscere le caratteristiche del nostro territorio nella sua totalità: passando per Belmonte Piceno e indagando i problemi del distretto calzaturiero. Ha incontrato tra gli altri, il presidente di Confindustria Fermo, Giampietro Melchiorri, e quello dei calzaturieri Enrico Ciccola, oltre che il sindaco Paolo Calcinaro.
"Ridare forza alle Province, ridurre le Regioni, evitare questo continuo accentramento, incluso quello delel associaizoni di categorria per far ripartire il mondo del lavoro e quindi il paese" sono alcuni dei punti cardine espressi da Parisi durante la conferenza.

Qual è l’obiettivo primo che si pone il network "Energie per l'Italia"?
"Oggi ci rivolgiamo agli italiani che vogliono cambiare, siamo fuori da uno schema politico che ormai credo sia saltato completamente e il nostro movimento si colloca in mezzo agli italiani, non tra un partitello e l'altro. L’obiettivo è sicuramente tornare a fare politica con una classe dirigente realmente capace di farla".

Lei ha dichiarato spesso che ci sono 10 milioni di voti persi, per lo più rintanati nell’astensionismo, è anche a loro che si rivolge?
“Sicuramente ci riferiamo a questi voti che il centro destra ha perso. La politica non è fatta per testimoniare, una grande forza ha il dovere di provare a governare. L’Onestà politica è un tema centrale per l’opinione pubblica e sarà tra le principali guide del nostro movimento che si rivolge a quelli che hanno perso fiducia nel centrodestra, siamo qui per ricostruirla quella fiducia, non siamo contro gli attuali partiti. Sarà un’offerta di profondo rinnovamento di idee e di persone”

Dopo le recenti scissioni a sinistra, lei vede come possibile e quindi positiva una riunificazione tra le forze del centro destra?
“Quando non si è chiari e non si hanno i programmi, si arriva a Palazzo Chigi che non si riesce a governare come è successo al governo Renzi. Oggi bisogna prima di tutto fare chiarezza, ritrovare l’identità Liberale e Popolare del centro destra e poi si possono fare tutte le coalizioni che si vogliono, ma prima bisogna avere le idee chiare, perché se le coalizioni e le alleanze e le unità si fanno solo per vincere le elezioni o per spartirsi i posti non va bene!”

Quindi ora siete lontani dalla Lega?
Non è un problema di lontananza o vicinanza, noi riteniamo che l’Italia fuori dall’Europa sarebbe molto più debole e che se l’italia abbandonasse l’euro e tornasse alla lira avrebbe dei gravissimi problemi, gli italiani si impoverirebbero dal punto di vista del patrimonio e anche del reddito e quindi su queste cose bisogna essere chiari, cioè non si può fare un compromesso su questo: o si sta dentro o si sta fuori. Noi siamo dentro l’Europa e pensiamo che l’Europa abbia bisogno di un’Italia forte per cambiare, non ha bisogno di disgregarsi, perché la disgregazione europea vorrebbe dire un indebolimento per tutti"

Quando pensa sia meglio andare al voto? E' d'accordo con le dichiarazioni di Berlusconi che puntava alla fine della legislatura?
"Penso che abbia ragione, ma soprattutto penso che ci sarà bisogno di una buona legge elettorale perché non si può andare al voto senza. Abbiamo bisogno di un governo STABILE, L’italia è in una grave crisi economica e la deve affrontare con programmi di lungo periodo e non con governi che durano poco e quindi una buona legge elettorale, poi appena si può, si andrà a votare. Ma un mese prima o dopo non è quello il problema, il problema è quello di andare a votare con una buona legge elettorale e di avere presto un buon governo. Meglio 3 mesi in più ma che ci sia un governo davvero stabile".








Questo è un articolo pubblicato il 13-03-2017 alle 10:58 sul giornale del 14 marzo 2017 - 732 letture

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